Il Tirreno

Solidarietà agli sgoccioli, e i tempi si allungano

I sindacati non commentano la riunione al Mise, oggi consiglio di fabbrica La prospettiva dell’altoforno dà speranza all’indotto, ma la cig è più vicina

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PIOMBINO. Nessun commento sulla riunione di ieri al Mise da parte dei sindacati, ancora in polemica per la mancata convocazione nella capitale: stamani alle 9 si riunirà il consiglio di fabbrica e Fim, Fiom e Uilm hanno annunciato che dopo l’incontro con i delegati esprimeranno il proprio punto di vista.

Ma la scelta del silenzio non è dovuta solo al fastidio di essere stati esclusi dalla riunione di ieri e di fatto di aver perso il contatto con la proprietà dal momento della brusca interruzione delle trattative, tre settimane or sono.

Perché dal punto di vista sindacale la situazione, nonostante la conferma della volontà di riaccendere l’altoforno espressa ieri da Rebrab, che asseconda la linea di Fim, Fiom e Uilm, non è affatto semplice.

La nuova convocazione fissata per il 9 aprile infatti allunga ulteriormente i tempi. Perché, anche se in quella data finalmente arrivasse il piano industriale, contestualmente non potrebbe essere ancora risolta la questione delle autorizzazioni, particolarmente complesse solo pensando all’altoforno, alla nuova cokeria, agli stoccaggi di minerale.

E questo oggettivamente porterà a superare sia la soglia di copertura dei contratti di solidarietà (30 aprile), sia molto probabilmente la firma del contratto definitivo, già slittata al 3 maggio. Questo significherà cassa integrazione per i dipendenti ex Lucchini, mentre per quelli di Lucchini servizi la cig potrebbe scattare già all’inizio del mese prossimo. Tutto ciò mentre si avvicina la scadenza della cassa integrazione per molte imprese dell’indotto.

E’ chiaro che comunque per il sindacato l’unica luce in fondo al tunnel è rappresentata dall’annuncio di Issad Rebrab di puntare tutto sulla riaccensione dell’altoforno. Ieri a Roma si è parlato di cinque mesi necessari al revamping e alla ripartenza dell’Afo, senza però poter dire da quando, restando appunto incerto il momento in cui si potrà dar via all’operazione, collegata al rilascio delle autorizzazioni ambientali.

Per questo, nonostante la prospettiva di ripartenza dell’Afo assicuri una prospettiva al mondo dell’indotto, è indubbio che si preparano mesi molto difficili.(cloz)

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