Il Tirreno

Porto di Marciana Marina, il Pm chiede otto rinvii a giudizio

Tra gli imputati anche il sindaco Ciumei: mercoledì 25 il giudice dell'udienza preliminare deciderà se disporre il giudizio o emettere sentenza di non luogo a procedere 

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MARCIANA MARINA. L'udienza decisiva è già fissata per il 25 marzo. In quella data il Gup di Livorno Antonio Pirato deciderà se rinviare a giudizio o se emettere sentenza di non luogo per gli otto imputati nell'inchiesta sulla gestione del porto turistico di Marciana Marina.

Giovedì 19 a Livorno si è celebrata una nuova udienza, nel corso della quale il sostituto procuratore Luca Masini, al termine di una requisitoria breve, ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli otto imputati. Tra questi compare il sindaco Andrea Ciumei, il fratello Stefano, l'assessore Guido Citti, gli avvocati Luciano Gallo e Cristiano Pasquale, l'architetto Bruno Grasso. Ci sono poi i responsabili dell'Ati che, all'epoca dei fatti, ha ottenuto la gestione del porto finita poi sotto la lente della magistratura: gli imprenditori Giulio Schenone e Gianfranco Linari. L’inchiesta è scattata in seguito a un esposto da parte dell’allora minoranza consiliare. Nel mirino le procedure di affidamento del porto portate avanti dalla giunta Ciumei, contestate dalla Procura di Livorno. I capi di imputazione vanno dall’abuso di ufficio alla turbativa d’asta, passando per il reato di corruzione in atti di ufficio. Accuse da cui il sindaco Ciumei, presente a tutte le udienze svolte finora, si è sempre difeso.

 

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di Redazione web