Attenzione
Ex Lucchini, cassa integrazione più vicina
Rebrab dal viceministro De Vincenti, sindacati preoccupati dai tempi lunghi che farebbero interrompere i contratti di solidarietà
PIOMBINO.
Vigilia agitata per l’incontro di giovedì 19 al Mise tra Issad Rebrab, patron di Cevital, e il viceministro Claudio De Vincenti, a cui parteciperanno anche il sindaco Massimo Giuliani e l’assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini.
Fim, Fiom e Uilm infatti sono particolarmente preoccupate dall’ipotesi di un ulteriore slittamento nella presentazione del piano industriale, e quindi dell’avvio del confronto sindacale (in verità iniziato e poi interrotto bruscamente), che porti di fatto a posticipare la firma definitiva del contratto, fissata al 3 maggio, superando così la data ultima per rinnovare i contratti di solidarietà.
In molti in ambienti sindacali danno per scontata la cassa integrazione per i dipendenti ex Lucchini a partire da maggio, mentre per quelli della ex Lucchini servizi, la cig potrebbe già arrivare alla fine di questo mese, per i numeri giudicati insufficienti a far “girare” la solidarietà. La gestione dei contratti di solidarietà peraltro sta suscitando già di per sé molte polemiche da parte di lavoratori che fanno poche giornate al mese, al contrario di altri che invece sono costantemente in fabbrica.
Del resto la portata di questo tema viene ingigantita dalla preoccupazione per il dilatarsi dei tempi che la Cevital si è presa per valutare la possibilità di cambiare i progetti iniziali, col ritorno in marcia dell’area a caldo, con tutte le complessità che ne conseguono.
L’appuntamento di oggi arriva dunque su richiesta del viceministro De Vincenti, che vuole capire direttamente da Rebrab quali sono i suoi progetti per Piombino, i tempi e la praticabilità della loro realizzazione, tenendo presente il prospetto della sostenibilità economica e di quella ambientale.
Alla viglia dell’incontro ha parlato anche il segretario della federazione Pd, Valerio Fabiani, che chiede «al più presto un piano industriale per dare tranquillità ai lavoratori e alle imprese». Per Fabiani serve chiarezza anche per valutare la congruenza del piano rispetto alla prospettiva iniziale che prometteva anche attività diversificate e la restituzione alla città di aree ora occupate dalla vecchia acciaieria. «E’ importante capire – dice il segretario - qual è il disegno della Cevital perché a seconda dell’assetto impiantistico cambia il futuro di aree molto pregiate, comprese quelle portuali. Per essere chiari le proposte iniziali erano convincenti – conclude Fabiani – ora però occorre comprendere ad esempio se nei progetti c’è l’impianto agroindustriale. In tal caso bene, altrimenti idee per la diversificazione in quell’area le abbiamo anche noi».
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