Il Tirreno

Mobilitazione della Fiom provinciale, la Tenaris Dalmine sciopera

Una manifestazione degli operai delle acciaierie (foto Paolo Barlettani)
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Una manifestazione degli operai delle acciaierie (foto Paolo Barlettani)

Gabrielli: "Prepariamo la manifestazione del 28 marzo a Roma"

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PIOMBINO. La Fiom Cgil della provincia di Livorno indice giovedì 19 marzo, nell'ambito delle iniziative definite all'assemblea nazionale dei delegati di Cervia, la giornata di mobilitazione in preparazione della manifestazione del 28 marzo a Roma.

Luciano Gabrielli, segretario generale della Fiom provinciale fa sapere che: “Il giorno 19 marzo sarà la giornata della mobilitazione dell’intera provincia, si raccoglieranno le firme sulla legge per gli appalti in sintonia con la Cgil,si faranno presidi, scioperi, si raccoglieranno le adesioni per la manifestazione del 28 a Roma”.

“Per cambiare le leggi che stanno distruggendo i diritti dei lavoratori e minando la dignità delle persone è necessaria  una grande mobilitazione e allargare il consenso sociale. Per questo serve una coalizione sociale che vada oltre i confini dei lavoratori metalmeccanici, perchè il libero licenziamento, la perdita degli ammortizzatori, la mancanza del lavoro e del futuro riguarda tutti.

La Fiom continuerà la sua battaglia per i diritti e il lavoro, per migliorare questa  società”.

In questo contesto la rsu Tenaris Dalmine di Piombino con Fim, Fiom e Uilm  dichiara due ore di sciopero  da effettuarsi in ogni turno di   di lavoro giovedì 19 marzo a sostegno e per la   vertenza Tenaris/Dalmine. 

“Il piano presentato dall’azienda – scrivono - mette a repentaglio   l’occupazione e il futuro dei giovani assunti con contratti  interinali e apprendisti.  noi riteniamo che vada mantenuta l’occupazione anche   attraverso i contratti di solidarietà.  Sosteniamo la lotta dei lavoratori di Dalmine dove pesa la   più forte riduzione, 406 esuberi dichiarati dall’azienda Per   noi sono persone, hanno tutte un volto e una storia, il   sindacato non le lascia per strada e condanna   l’atteggiamento aziendale.  La lotta deve essere di tutti gli stabilimenti, nessuno deve   essere lasciato solo.  Piombino c’è e ci sarà, oggi e in futuro”.  

 

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