Il Tirreno

Il Comune chiude l’accesso all’area usata da discarica

di Annalisa Mastellone

Blocchi di cemento al posto della vecchia sbarra impediscono l’ingresso, la decisione è stata presa in accordo con la proprietà della ex cava

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VENTURINA. Chiuso l’accesso alla discarica a cielo aperto nell’ex cava. Da qualche giorno chi passeggia lungo via del Parco termale si è accorto che alla stradina privata che conduce alla vasta area usata come deposito soprattutto di rifiuti speciali e pericolosi, come l’eternit, è adesso impossibile accedere: tre grossi blocchi di cemento sono stati posizionati all’ingresso per evitare che qualcuno ci arrivi con auto o furgoni carichi di materiali e spazzatura da abbandonare lontano da occhi indiscreti. La sola sbarra, ormai vecchia e arrugginita e più volte (inutilmente) abbassata, non sarebbe stata più sufficiente a preservare la zona, immersa nel verde e in parte interessata dal progetto di percorso ludico ricreativo del parco termale. La decisione è stata presa dal Comune e dai proprietari dopo la segnalazione fatta dal Tirreno ed è stata annunciata anche su www.lafabbricadelcittadino.it, il portale web a cui da poco ha aderito l’amministrazione per offrire uno strumento in più di dialogo con i cittadini. Tra le pagine del sito era stato proprio un residente a riprendere la questione, in seguito alla risposta dell’assessore all’ambiente Vito Bartalesi che aveva dichiarato la presa in carico del problema e rinnovato l’appello alla popolazione a collaborare in modo da riuscire a identificare i responsabili di un simile degrado. Ma anche dopo quell’articolo, gente incivile ha continuato a usare l’area come discarica, come testimoniato da “Giobbe” sul portale. «Dopo la visita dell'assessore Bartalesi lo scorso mese – si legge tra le segnalazioni – oltre ai rifiuti abbandonati, altri ne sono stati scaricati tra cui lastre di amianto e rifiuti urbani, cosa sta facendo in concreto l'amministrazione comunale per evitare che l'area diventi e continui a essere luogo di discarica? L’area per mia conoscenza è privata, ma non vengono prese misure per impedire ed arginare gli scarichi». L’istanza è stata presa in esame dagli uffici e dopo qualche giorno il Comune ha spiegato l’intervento. «Per evitare ulteriori abbandoni – si legge - la proprietà ha concordato con l’amministrazione di impedire l’accesso , nel frattempo si stanno seguendo le procedure per rimuovere i rifiuti pericolosi». Ci vorranno circa 5mila euro per smaltire l’eternit attraverso il rifinanziamento dell’apposito capitolo di bilancio. «Soldi che dovremo togliere da altri interventi o opere pubbliche» aveva ribadito l’assessore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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