Il Tirreno

Festeggiata la saga dei maestri tintori

Il titolare della lavanderia Chiti ha riunito familiari e collaboratori per celebrare i 200 anni di attività

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VENTURINA. Lo scorso anno la lavanderia Chiti ha festeggiato duecento anni di attività, di cui sessanta a Venturina Terme. Nel frattempo è stata premiata dal Cna e dal Comune di Campiglia, vista la storia familiare davvero memorabile, sia per le vicissitudini storiche sia per la grande professionalità che contraddistingue questa tintoria. Una saga di mastri tintori, che il titolare Osmeno Tagliaferri ha voluto festeggiare la scorsa domenica, al Calidario, con un pranzo all'insegna dei vecchi ricordi, circondato dalla moglie Nella, dalla figlia Alessandra, dai dipendenti, dagli amici e dai familiari, che in tutti questi anni hanno creduto nella professionalità di un'azienda in continua evoluzione.

Tra gli ospiti anche l'ex sindaco di Piombino Gianni Anselmi e il sindaco di Campiglia Rossana Soffritti, rimasta colpita non solo dalle vecchie foto della famiglia Chiti proiettate all'interno del ristorante, ma anche dalle straordinarie capacità artistiche di Osmeno che, con comprensibile emozione e grande maestria, ha declamato tra una pietanza e l'altra Foscolo, Dante e i versi di nonno Fortunato, ricordando anche mamma Marisa, un pilastro dell'azienda, recentemente scomparsa. Osmeno infatti, oltre a essere titolare della storica lavanderia, è anche un bravissimo poeta e un eccellente pittore. Un uomo poliedrico, che ha intelligentemente sfruttato le sue doti personali sulla scia della grande passione che anima tutto ciò che è colore. Non a caso l'amore per i colori è sempre stato il filo conduttore della vicissitudini della famiglia Chiti. Basti pensare che il bisnonno di Osmeno, aveva tredici figli, alcuni dei quali portavano nomi di colori o pittori (Giotto, Sandalo, Rodamina). E tra questi c'era anche nonno Bruno, arrivato a Piombino nel 1919 dopo la fine della Prima Guerra Mondiale. Un conflitto in cui la famiglia Chiti ebbe un ruolo fondamentale, in quanto fu incaricata dal regio esercito di dipingere i teli e le tende degli accampamenti con colori naturali, affinché i nemici non potessero individuare, attraverso le lenti infrarosse di cui erano dotati, i siti dove erano stanziati i soldati.

Fu il cosiddetto “mascheramento del fronte” e per il quale ottennero anche un regio riconoscimento. Dunque una passione che è stata tramandata, come una premonizione dai nomi di vecchi antenati, passando per i quadri di Osmeno, fino a manifestarsi nuovamente sui tessuti, capi in pelle, borse e anche abiti da sposa, che il titolare tinteggia con passione e grande abilità. Dunque una giornata indimenticabile, come indimenticabile è e sarà la storia di questa famiglia; una favola moderna costellata da avvenimenti talvolta inspiegabili e magici; come il fatto che tutti i membri di questa famiglia, ma proprio tutti, abbiano sposato una stiratrice.

Francesca Zamboni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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