La manifestazione
Arrestato Gozzi per corruzione
Ex ministro belga gli avrebbe fatto da intermediario in Congo per ottenere licenze nel gioco d’azzardo e nelle lotterie
PIOMBINO. E’ stata un’indagine su un presunto tentativo di corruzione, avviata dopo la misteriosa scomparsa in Congo di un contabile belga, a mettere nei guai Antonio Antonio Gozzi, presidente di Federacciai e ad di Duferco, arrestato lunedì sera a Bruxelles con Massimo Croci, altro dirigente Duferco.
La procura ha spiegato che «Gozzi e Croci sono stati arrestati per il pericolo di inquinamento delle prove nel caso di Serge Kubla» (arrestato il mese scorso), ex ministro dell’Economia della Vallonia ed ex sindaco di Waterloo, accusato a sua volta «di aver fatto da intermediario tra Duferco e alcuni ufficiali congolesi per facilitare investimenti in Congo nel quadro dei giochi d’azzardo e delle lotterie». Un milione di euro sarebbe stato messo a disposizione di ufficiali ed esponenti del governo congolese per convincerli a rilasciare le licenze. Una parte dei soldi sarebbe stata consegnata alla moglie dell’ex premier congolese Adolphe Muzito, quando si trovava in viaggio a Bruxelles. Per Gozzi e Croci l’accusa è di corruzione come autori o coautori.
L’inchiesta sull’affaire Kubla, è figlia di un’altra indagine sulla misteriosa sparizione di un commercialista belga, Stephan De Witte (che lavorava per conto di Duferco), avvenuta in Congo a metà 2014. Nel corso dell’inchiesta sono emersi elementi che hanno portato a Kubla. I rapporti tra Kubla e Gozzi risalgono al 2003. A quell’epoca i fondi pubblici della Vallonia finanziarono la riconversione di alcuni vecchi impianti di Duferco in Belgio. Sulla poltrona di ministro regionale c’era proprio l’uomo politico ora accusato di corruzione internazionale. Tra investimenti azionari e prestiti, l’azienda siderurgica incassò oltre 500 milioni di euro.
Una nota di Duferco spiega che Gozzi e Croci «hanno dichiarato al giudice la loro totale estraneità ai fatti e confidano in un rapido accertamento della verità». Duferco sottolinea che «la vicenda risale al 2009 e non riguarda direttamente società di Duferco, ma società e interessi economici esterni al gruppo e riferibili personalmente agli azionisti del gruppo stesso».
Federacciai ha espresso «piena solidarietà» al suo presidente, nelle stesse ore in cui la notizia di un trattamento morbido nei confronti di Gozzi, che si diceva trattenuto nella sua foresteria, veniva smentita da Michele Hirsch, legale del presidente di Federacciai: «Gli hanno messo le manette dietro la schiena – ha raccontato – Gli hanno tolto gli occhiali e lo hanno trattato come il peggiore dei delinquenti. Sono molto scioccata, Gozzi era venuto a parlare spontaneamente, su mio consiglio. Ha risposto a tutte le domande della polizia e del giudice istruttore dicendo con forza e dignità che non ha corrotto nessuno». (cloz)
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