Il Tirreno

a dicembre

Alla Duferco il laminatoio di Lecco

In coppia con Feralpi prevalse nel braccio di ferro con Acciaierie venete

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PIOMBINO. Dopo aver concorso per l’acquisto dello stabilimento piombinese (prima di ritirarsi giudicando ostili le condizioni ambientali), alla fine su un punto il patron di Duferco è riuscito ad avere ragione.

Lo scorso dicembre infatti la cordata Duferco-Feralpi ottenne il via libera da parte del comitato di sorveglianza di Lucchini in amministrazione straordinaria e di Servola in amministrazione straordinaria, alla cessione del laminatoio di Lecco di proprietà di Lucchini e del complesso immobiliare di Lecco di proprietà di Servola.

Durfeco-Feralpi prevalse così nel braccio di ferro con Acciaierie Venete, in virtù dell’istanza predisposta dal commissario straordinario Piero Nardi.

Nella nota la Lucchini precisò che Nardi aveva ricevuto due offerte, da parte di Duferco-Feralpi e da Acciaierie Venete, gruppi ritenuti «entrambi rispondenti ai requisiti di affidabilità e di solidità previsti dalla legge», che hanno presentato i loro piani che prevedono il «pieno mantenimento dei livelli occupazionali».

«L’offerta della cordata Duferco-Feralpi - spiegò all’epoca la nota dell’azienda in amministrazione straordinaria – ha presentato condizioni più vantaggiose di quella concorrente per quanto riguarda l’ammontare del prezzo offerto».

Contestualmente il commissario straordinario Piero Nardi presentò istanza al ministero dello Sviluppo economico per ottenere l’autorizzazione a stipulare l’atto di vendita (azione attesa in tempi brevi) ai sensi della legge Prodi bis,

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