Il Tirreno

Mobbing, vince il Comune

Dipendente in primo grado ottenne il risarcimento, ora pagherà le spese

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PIOMBINO. Vinse in primo grado, ma per la Corte d’appello non fu mobbing. Così la dipendente comunale dovrà pagare in favore del Comune di Piombino anche le spese processuali.

La vicenda. Nel 2004 Maria Cristina Biagini fece causa all’amministrazione Guerrieri, segretario generale Vittorio Masciotta, con richiesta di risarcimento del danno biologico per azioni di mobbing nei suoi confronti. La prima sentenza del giudice del lavoro del tribunale di Livorno, del 2013, dette ragione alla Biagini riconoscendo l’azione di mobbing nei suoi confronti e accogliendo la sua domanda di risarcimento del danno biologico, per un importo di 18.927 euro.

Il Comune fece ricorso nei confronti di questa sentenza davanti alla Corte d’appello di Firenze, chiedendone la revisione. Con sentenza n. 9 del 3 marzo scorso la Corte di appello ha accolto pienamente l’appello del Comune, condannando quindi Maria Cristina Biagini al pagamento, in favore del Comune di Piombino, delle spese processuali di entrambi i gradi di giudizio oltre che delle spese per le consulenze tecniche di ufficio.

Nella sentenza si legge che «l’istruttoria espletata non ha provato la sussistenza di una condotta dolosamente preordinata alla vessazione ed emarginazione della dipendente, essendo emerse circostanze che, eventualmente, sono suscettibili di configurare una mera difficoltà di rapporti con amministratori dell'ente o superiori gerarchici». Niente mobbing insomma, ma difficoltà di relazioni per cause diverse.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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