Gioco
«Dovevano convocare anche noi al ministero»
PIOMBINO. Non hanno gradito il fatto di non essere stati convocati al ministero, giovedì, insieme a Cevital. E contestano anche il convegno sulla siderurgia in programma a Piombino il 28. Luciano...
PIOMBINO. Non hanno gradito il fatto di non essere stati convocati al ministero, giovedì, insieme a Cevital. E contestano anche il convegno sulla siderurgia in programma a Piombino il 28. Luciano Gabrielli (Fiom), Fausto Fagioli (Fim) e Vincenzo Renda (Uilm) in una nota scrivono che «in questi giorni abbiamo assistito a un susseguirsi di situazioni, voci e discussioni sul futuro industriale e turistico di piombino. La capacità storica di questo territorio è sempre stata di coniugare tutte le necessità per far fronte tutti insieme alle difficoltà. Il movimento “Piombino non deve chiudere” nasceva proprio su queste basi. Ci sembra che alcune cose si stiano incrinando. Vogliamo esprimere un concetto chiaro: sarebbe insopportabile che tutti facessero le strategie e solo sul sindacato scaricassero i drammi e le difficoltà delle persone a cui sta scadendo la Cigs, che sono senza lavoro, che le nuove leggi sugli ammortizzatori lasciano a piedi».
«Per questo - aggiungono i sindacalisti - pur comprendendo l’incontro al Mise del 19 marzo tra Cevital, istituzioni e governo, non abbiamo apprezzato la mancanza del sindacato e ci siamo attivati per essere convocati in contemporanea o subito dopo».
«Così come ci sembra poco opportuno il convegno del 28 marzo dove sono chiamati a relazionare soggetti il cui unico obiettivo era la chiusura dell’area a caldo dello stabilimento Lucchini di Piombino.Ma il sindacato è abituato a discutere con tutti, se ci sarà la possibilita' di esprimersi potremmo decidere di partecipare».
«Il sindacato - conclude la nota - crede nel rispetto dell’ambiente, del lavoro, della sicurezza sul lavoro,dell’occupazione, quindi la soluzione di produrre acciaio con l’altoforno e un forno elettrico, spostando tutti gli impianti a valle dell’altoforno, può essere la soluzione che lega tutte le esigenze, mantenendo lo sviluppo del porto e della logistica, dell’agroindustriale. Sarebbe una risposta importante per le persone, per la città, per la Toscana, per l’Italia».
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