Il Tirreno

Arrestato in Belgio il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi. La multinazionale Duferco: "Lui e Croci estranei alla vicenda"

Antonio Gozzi durante una visita a Piombino
◗
Antonio Gozzi durante una visita a Piombino

Secondo l'accusa sarebbe responsabile di aver corrotto degli ufficiali della Repubblica del Congo per avere appalti. Era atteso a Piombino il 28 per un convegno

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. In manette il presidente di Federacciai. Due alti dirigenti di Duferco, società siderurgica con sede a Lugano, sono stati arrestati a Bruxelles lunedì 16.

Si tratta dell'amministratore delegato Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, e del suo collaboratore Massimo Croci. La giustizia belga li sospetta di aver corrotto degli ufficiali nella Repubblica democratica del Congo al fine di ottenere degli appalti.

[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.11062733:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/piombino/cronaca/2015/03/17/news/gli-amici-lo-chiamano-il-professore-1.11062733]]

A darne notizia è stato lo stesso gruppo Duferco, che in un comunicato sostiene di aver appreso con stupore dell'arresto dei suoi due dirigenti. La società con sede a Lugano afferma che Gozzi e Croci si erano espressamente recati a Bruxelles per rispondere all'invito del giudice d'istruzione a testimoniare nell'ambito di un'inchiesta su un caso di corruzione, per la quale è già stato arrestato il sindaco di Waterloo, Serge Kubla, lo scorso 24 febbraio.

Duferco ritiene "inammissibile" il modo di fare pressione utilizzato dalla giustizia belga. Duferco aveva già negato a fine febbraio di essere implicata nel caso di corruzione in Congo per il quale i suoi due dirigenti sono stati chiamati a testimoniare. E per il quale ieri sono finiti in manette.

In una nota della società l'amministratore delegato di Duferco, Antonio Gozzi, e il dirigente della stessa azienda, Massimo Croci, si dichiarano "totalmente estranei" alla vicenda che ha portato al loro fermo in Belgio e intendono collaborare "pienamente con i giudici, confidando in un rapido accertamento della verità".

[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.11018311:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/piombino/cronaca/2015/03/10/news/il-28-marzo-il-convegno-sull-acciaio-con-issad-rebrab-di-cevital-il-viceministro-de-vincenti-e-gozzi-di-federacciai-1.11018311]]La multinazionale sottolinea che i due manager, di nazionalità e residenza italiana, "sono stati ascoltati lunedì 16 dal giudice istruttore Claise di Bruxelles da cui si sono recati spontaneamente per fornire agli inquirenti tutti gli elementi e le informazioni eventualmente in loro possesso, utili alla ricostruzione della verità e si sono resi disponibili per tutto il tempo necessario allo svolgimento delle indagini".

"Il Gruppo Duferco, al di là di un primo comunicato iniziale, ha preferito mantenere il più stretto riserbo per rispetto al lavoro del giudice istruttore e delle indagini in corso".

Ma ora ritiene necessario ribadire alcuni punti: "La totale estraneità del Gruppo Duferco e dei suoi dirigenti a qualunque episodio di corruzione internazionale, nella Repubblica del Congo o in qualunque altro Paese; la rigorosa e severa policy del Gruppo Duferco, fatta di regole organizzative e metodiche di comportamento, volta a prevenire qualsiasi comportamento non corretto non solo da parte dei suoi dirigenti e impiegati, ma anche da parte degli stakeholder, primi fra tutti fornitori e clienti; la quarantennale reputazione del Gruppo Duferco nel mercato internazionale dell'acciaio, dell'energia e dello shipping, reputazione mai scalfita da qualsivoglia vicenda o anche singolo episodio meno che corretto".

La vicenda, nell'ambito della quale Gozzi e Croci sono stati ascoltati, ricostruisce il comunicato dell'azienda, "risale al 2009 e non riguarda direttamente società del Gruppo Duferco, ma società e interessi economici esterni al Gruppo e riferibili personalmente agli azionisti del Gruppo stesso. Si è trattato di un intervento di natura esclusivamente finanziaria in un settore esterno alle competenze tradizionali del Gruppo terminato, tra l'altro, con risultati economici e finanziari negativi. Antonio Gozzi e Massimo Croci se ne sono occupati su incarico degli azionisti, ma non sono mai stati in vita loro in Congo, nè hanno mai conosciuto politici o funzionari pubblici congolesi o altre persone di quel Paese capaci di aver peso o influenza nell'emanazione di atti amministrativi. Hanno quindi dichiarato al giudice istruttore la loro totale estraneità ai fatti e confidano in un rapido accertamento della verità da parte della giustizia belga", conclude la nota. 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore