Il Tirreno

«L’accordo sul porto non è solo carta straccia»

di Luca Centini

L’appello dell’ex sindaco di Rio Marina Bosi: la giunta Galli si faccia sentire Nel piano originale anche il bypass che passerebbe oltre l’area a rischio sinkhole

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RIO MARINA. «Il Comune di Rio Marina non getti al vento la possibilità di potenziare il porto e di dare ai cittadini una viabilità alternativa. Abbiamo in mano un accordo di programma che non è carta straccia, un progetto elaborato a suo tempo dall’Autorità portuale e un impegno del governo per 21 milioni da suddividere tra i porti di Rio Marina e Portoferraio. Non mi risulta ci siano atti formali, con i quali sia stata cancellata l’ipotesi progettuale. È su questo che il sindaco Galli dovrebbe battersi». È un appello vero e proprio quello lanciato dall’ex sindaco di Rio Marina Francesco Bosi che, sabato scorso, ha fatto visita ai manifestanti del comitato per il Piano, che restano (già da cinque giorni) nell’area a rischio voragini tra Rio Marina e Rio nell’Elba.

La situazione drammatica della viabilità offre lo spunto all’ex sindaco per intervenire sulle condizioni in cui versa il paese ex minerario e per tirare fuori dal cassetto un progetto che per anni è stato al centro del lavoro della sua amministrazione e adesso pare essere uscito dall’agenda politica dell’amministrazione comunale. Bosi fa riferimento all’intesa quadro firmata tra l’allora governo Berlusconi e la Regione Toscana (nel 2010, e poi nel 2011 inserita nell’integrazione nella lista delle opere infrastrutturali strategiche della Toscana), nella quale si prevedeva un maxi intervento di potenziamento dello scalo portuale di Rio Marina. «In seguito alla rinuncia da parte di Porto Azzurro ad essere il secondo porto elbano, si decise di puntare su Rio Marina – racconta Bosi – ma ho insistito affinché questo stesso porto venisse trasformato. L’idea consisteva nella messa in sicurezza dell’infrastruttura esposta al vento orientale, due accosti (uno per traghetti e uno per crociere). L’ipotesi progettuale definita dall’Autorità portuale è stata inserita nel piano dei porti regionali, quindi noi siamo partiti approvando il piano regolatore portuale».

Quell’idea di porto si lega a doppio filo con la strada provinciale, flagellata dalle voragini.

«Il Consiglio superiore dei lavori pubblici volle inserire nel progetto un bypass di collegamento tra il porto e il paese che avrebbe dovuto attraversare l’area ex mineraria e terminare al di sopra dell’area a rischio sinkhole. Partimmo con le conferenze dei servizi, emersero delle perplessità che, comunque, si sarebbero inserite in un contesto particolare, vista la strategicità dell’opera». Strategicità che, viste le condizioni in cui versa attualmente l’area del Piano, non è certo diminuita. «La verità – continua Bosi – è che dal 2011 non è più stata convocata la conferenza dei servizi. Il progetto evidentemente, non è più una priorità, ma non esiste alcun atto formale che neghi la sua realizzazione. Quei documenti firmati col governo non sono carta straccia: non si tratta di un progetto di Bosi, ma di qualcosa che a suo tempo fu pianificato dall’Autorità portuale che, probabilmente, ha deciso di utilizzare le risorse per per altri porti (Piombino ndr)».

L’ex sindaco di Rio Marina si rivolge direttamente a Renzo Galli, a cui chiede di riattivare quel percorso abbandonato, viste le condizioni gravissime in cui versa il versante orientale dell’Isola d’Elba. A giorni, infatti, la Regione sarà chiamata ad aggiornale la lista delle opere infrastrutturali della Toscana. In assenza di una presa di posizione dell’amministrazione riese, sospetta Bosi, l’ipotesi di potenziamento dell’infrastruttura portuale e tutto quanto ruota intorno a quel progetto finirebbero nel dimenticatoio. Per sempre.

«Abbiamo lavorato per cinque anni a quel piano. Magari non è più realizzabile – sottolinea Bosi – ma l’amministrazione deve necessariamente giocare tutte le carte che ha a disposizione e recuperare un minimo di iniziativa».

La strada sia regionale. «Il Piano è strategico – dice Bosi – dà lì passa la condotta idrica per tutta l’Elba, la centrale Enel e il collegamento con un porto di interessa nazionale e internazionale». Per questi motivi l’ex sindaco si allinea alle richieste dei primi cittadini dell’Elba che hanno proposto la trasformazione della Sp 26 da strada provinciale a strada regionale. Una condizione che, per i sindaci, darebbe garanzie maggiori in termini di manutenzione e progettualità. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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