Lutto
«Crociere e fumi non vanno d’accordo»
Con il porto rinnovato Piombino può diversificare, ma l’aspetto ambientale diventa decisivo. Parla Mirello Viegi
PIOMBINO. Il turismo è una grande occasione per Piombino e la Val di Cornia. E le crociere, in questo contesto, possono portare centinaia di persone nella zona e produrre ricchezza, ma solo se ben gestite.
Il giorno dopo la notizia che la prima crociera (la motonave Serena della Oceania Cruises) attraccherà al rinnovato porto di Piombino nel settembre del 2016, il dibattito si è acceso, soprattutto in rete.
C’è anche chi, senza troppi giri di parole, dice che questa può essere la vera alternativa all’acciaio, in un’economia finalmente diversificata. Ma che ci può convivere solo se le nuove acciaierie di Cevital saranno rispettose dell’ambiente e, magari, lontane dalla città. Insomma, riaccendere l’altoforno, dopo averlo spento un anno fa, non sarebbe certo una buona idea.
«Qualche anno fa, forse una quindicina – racconta Mirello Viegi, titolare di una storica agenzia marittima cittadina – riuscii a portare una crociera a Piombino. Parecchie centinaia di persone. Attraccarono in cima alla diga foranea e tutto andò bene, rimasero soddisfatti. Ma, alla partenza, il comandante mise il porto in “black list”. E sa perché? Perché il vento aveva portato sulla nave i fumi, coprendola di uno strato nero. Non ce lo possiamo più permettere: bene l’acciaio, ma se vogliamo crescere sotto il profilo turistico, gli impianti devono essere spostati nel padule. Del resto Cevital ha avuto la Lucchini sulla base di un progetto chiaro, con i forni elettrici».
Le crociere sono quindi una grande opportunità per Piombino: «Siamo in una zona ottima per i collegamenti con l’entroterra, potrebbero davvero portare un movimento importante in città, se gli operatori turistici sapranno sfruttarla in modo intelligente. È chiaro che i lavori del porto devono andare avanti spediti, ma l’impressione è buona. Un bacino con 20 metri di fondale qua attorno non ce l’ha nessuno, per trovarlo si deve andare a Gioia Tauro. E poi il nostro è un porto che è fuori dal contesto cittadino: è un grosso vantaggio rispetto a realtà come La Spezia o Genova, dove di fatto è dentro alle case».
Particolarmente soddisfatto è anche il sindaco Massimo Giuliani, da sempre uno dei principali sostenitori della differenziazione dell’economia.
«La prima crociera è un inizio importante. Ho sentito e letto molti commenti interessanti. Ce n’è uno che mi ha colpito, che diceva “non consideriamo questi 800 turisti come 800 polli da spennare, accogliamoli bene e facciamoli tornare”. Ecco, con questa opportunità Piombino e la Val di Cornia possono davvero fare un salto di qualità, affiancando l’economia storica dell’acciaio. Dovremo essere in grado di accogliere questo flusso di persone offrendo il meglio che abbiamo: mare, borghi splendidi, un centro storico molto bello, prodotti tipici di altissima qualità, ristorazione di livello».
E Giuliani guarda anche alla rete fra Comuni e privati come ulteriore salto di qualità: «Le reti a cui stiamo lavorando possono essere un ulteriore passo nella direzione giusta. Se sapremo fare promozione tutti insieme e dare pacchetti condivisi avremo grandi opportunità per tutto il territorio. Io ci credo moltissimo».
@guifiorini
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