Lutto
Un mix di arte e persone che conquista Perugia
Funziona (e bene) il progetto del piombinese Paolo Barsacchi, 41 anni «Museum, contenitore di eventi. Retribuzione? Variabile in base ai risultati»
PIOMBINO. Passione (vera) per la gestione d’impresa. Col pallino degli esercizi pubblici-contenitori di arte e persone. Paolo Barsacchi, 41 anni, nato a Piombino, cresciuto ai Lombriconi (primo e unico “assaggio” di quartiere modello per operai, ideato da uno dei più grandi architetti dei Novecento Adalberto Libera secondo i programmi industriali Italsider).
Esordio nel capitolo bar intrattenimento, in città, gestendo “l Brulotto” negli anni dell’università (1998-2000) e, da pochissimi giorni, di locali ne ha inventato un altro - davvero particolare - “Museum” a Perugia.
Di mestiere, direttore Leroy Merlin. Sempre a dimostrare che, nascere in una città operaia e aver respirato parecchio acciaio non fa male.
A Piombino torna - tutte le volte che può - “per genitori, mare, amici, aria di casa…” confessa Paolo.
Formazione? Dopo il liceo scientifico “Marconi”, laurea in scienze politiche indirizzo storico politico a Siena.
E, una volta lasciato alle spalle il Gagno... «Master in gestione di impresa a Pisa – ricorda Paolo Barsacchi – Sono stato direttore Upim, per poi passare alla Leroy Merlin. Così ho vissuto a Pisa, Siena, Milano, Brescia, ora Perugia».
Il pallino della relazione con le persone e delle novità sia gestionali che commerciali è vocazione di famiglia: Franco Barsacchi, babbo di Paolo, oltre a lavorare alle Acciaierie, con la cantina negozio in lungomare Marconi ( davanti alla Sirena), è stato a lungo per tutti il “vinaio” della città.
«Mio nonno Gianni commerciante di un po’ di tutto – conferma Paolo – dai cavalli nel bel mezzo della Seconda guerra mondiale, al pesce…fino al vino. E babbo ha avuto proprio il negozio di vino fino agli anni Ottanta. Adesso, da Leroy Merlin, mi trovo a gestire un giro economico pari a 40 milioni e 120 persone, secondo un modello altamente meritocratico – mette in evidenza Paolo – responsabilizzante e incentivante. La catena francese multinazionale dimostra grande attenzione per le risorse umane e nel mio negozio, per la prima volta, abbiamo fatto un asilo temporaneo gratuito per i dipendenti».
Il tocco d’artista, però, viene da mamma Clorinda, che per tutta la vita ha fatto la sarta per signora (e ancora oggi realizza maschere di Carnevale al passo con gli “ultimi cartoni” per i nipoti).
Dunque “il Brulotto” tanti anni fa, comunque in una location bellissima visto che si affaccia sul porticciolo di Marina; a Perugia , ora, “Museum”
(https://www.facebook.com/museumperugia?fref=ts
http://www.museumperugia.com/) in un palazzo del Cinquecento sotto il vincolo diretto della Soprintendenza.
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«Un locale storico con un sistema di volte quasi “estinto” – spiega Paolo – qui la prima birreria della città. Gli spazi, in origine, ospitavano le stalle del nobile proprietario. Si racconta di un papa, che dormiva nel palazzo, per scappare da un attentato sia fuggito proprio da un cunicolo qui sotto. Stiamo ricostruendo un po’ tutta la storia passata».
«Insomma un contenitore ideale di eventi, arte, persone – prosegue Paolo Barsacchi – Ogni sera c'è qualcosa per stare bene con gli altri: jam session, degustazioni, live music, cabaret e serate a tema. Aperitivo ogni sera abbondante – dice ancora – cena e dopocena con cocktail principalmente e intrattenimento. Lo scopo è quello di fare un locale dove stai a tuo agio. Anche se sei da solo. È diviso per aree di responsabilità affidate ai collaboratori: food, beverage, wine e art director. Ogni collaboratore – sottolinea – è responsabile del conto economico della propria area di servizio; dunque la retribuzione prevede un fisso e un variabile in base ai risultati di esercizio. Fiducia, autonomia e responsabilità sono le parole chiave del rapporto di lavoro – chiarisce – Esigenza massima ma anche familiarità e rapporti incentivanti».
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Dunque una specie di “amministrazione condivisa”…un po' come ha fatto - passando ai grandi numeri - la Ducati acquistata dalla tedesca Audi, del Gruppo Volkswagen (le moto e Ducati in particolare, non potevano mancare nella scaletta privata di priorità di Paolo Barsacchi ndr).
Potrebbe essere da spunto anche per Piombino?
«A Piombino... – risponde Paolo – si dovrebbe cambiare mentalità. Basta piangersi addosso, pretendendo che qualcuno cambi le cose per tutti. Tutti hanno il dovere e il diritto di cambiare qualcosa di sè per cambiare il tutto. Serve che le persone mettano in moto il cervello e non aspettino che l'industri a o i politici cambino la situazione».
«Serve spirito imprenditoriale che a Piombino manca. Secondo me. E un po' di coraggio...o di incoscienza. Abbiamo uno dei posti più belli d'Italia... peccato che i piombinesi non se ne rendano conto o non sappiano come sfruttarlo».
Consapevolezza, più coraggio.
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