Il Tirreno

«Piano del paesaggio, i sindaci devono essere più chiari»

Una veduta del golfo di Baratti (foto Paolo Barlettani)
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Una veduta del golfo di Baratti (foto Paolo Barlettani)

Adriano Bruschi (Legambiente) contesta gli emendamenti che nasconderebbero altro cemento lungo la costa

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PIOMBINO. «Piano paesaggistico e emendamenti: cari sindaci della Val di Cornia, abbiate ilcoraggio di parlare chiaro» Il presidente del circolo Lagambiente Val di Cornia, si rivolge ai primi cittadini del comprensorio chiedendo trasparenza.

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«A voi - scrive Adriano Bruschi  - non è piaciuta la formulazione presente nel piano paesaggistico della regione Toscana approvato dalla giunta regionale: "Evitare la proliferazione delle piattaforme turistico ricettive lungo il litorale" e avete preferito cambiare questa frase con una più fumosa: "qualificare l'insediamento delle piattaforme turistico ricettive lungo il litorale"».

«L'intento che risulta da questo emendamento, - aggiunge il rappresentante di Legambiente - non è "qualificare" cioè dare maggiore qualità agli insediamenti, perché già previsto dalla formulazione successiva: "favorire la riqualificazione paesaggistica di quelle esistenti."» «L’intento - prosegue Adriano Bruschi - è togliere dal piano la regola di "evitare la proliferazione" e quindi dare la possibilità di mettere nuovo cemento sulla costa, ad esempio, attraverso ampliamenti (chiamandoli riqualificazioni) e "senza negare qualsiasi tipo di intervento in modo ideologico" come dice Tortolini».

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Nell’analisi di Bruschi "qualificare l'insediamento" non significa che non si possono fare insediamenti, significa che si possono fare con qualità e quindi le coste tra San Vincenzo e Baratti, tra Piombino e Follonica, tra Follonica e Portiglioni potranno essere invase dal cemento di qualità. In altre parole, «Diciamo la verità: pensate che il piano regionale non deve assolutamente vietare, devono essere i Comuni a decidere», dice ancora Bruschi che chiude con una domanda: «Si costruirà solo oltre i 300 metri dalla riva perché lo vieta la legge Galasso? Non prendiamoci in giro, anche per questa legge, da quando sono i comuni ad essere delegati all'applicazione e introdurre eventuali deroghe, dire che la legge è molto depotenziata è dire poco, in quanto sono i comuni ad essere controllori di se stessi; infatti in questi anni si è costruito entro i 300 metri, eccome».

Il presidente di Legambiente non ha dubbi: il turismo lo si fa con la bellezza dei centri storici, le colline, i siti archeologici, i parchi, le spiagge, puntando sulla cultura, storica, enogastronomica, ambientale in senso lato, «migliorando la qualità della vita di chi ci abita e quindi di chi ci viene in vacanza, destagionalizzando e non ampliando solo il turismo balneare». Insomma, l’argomento è destinato a far parlare ancora.

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