Il Tirreno

Sanità, è fumata bianca Nasce il “modello Elba”

Approvato dai sindaci il documento che punta a ridisegnare i servizi ospedalieri Riposta nel cassetto l’ipotesi di un presidio unico con Piombino e Cecina

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PORTOFERRAIO. La fumata bianca tanto attesa è arrivata, nel corso di una conferenza dei sindaci particolare, visto che - simbolicamente - si è tenuta nell’area delle voragini del Piano di Rio Marina. E, possiamo dirlo, le buone intenzioni dei primi cittadini non sono state inghiottite dai sinkhole, bensì sono state messe nero su bianco in un documento unitario. Ecco il “modello Elba” per la sanità, dunque, nato dalla sintesi piuttosto laboriosa tra due documenti diversi. Quello supportato dal vice presidente della Conferenza dei sindaci, Anna Bulgaresi e da quasi tutti i colleghi e quello portoferraiese, presentato a suo tempo da Mario Ferrari e più aperto alla collaborazione con i presìdi di Piombino e Cecina. La riunione di ieri si è rivelata fondamentale per finalizzare il lavoro compiuto dalla commissione sanità della Conferenza: il documento è passato, sebbene fino all’ultimo ci sia stato lo spazio per un ulteriore confronto tra i sindaci e per alcune modifiche. In generale lo scenario di un presidio unico tra Portoferraio con Piombino e Cecina, è stato riposto nel cassetto dai primi cittadini. Ciò non significa rinunciare a prescindere all’attivazione di risorse interne all’azienda in caso di necessità (questo aspetto è stato chiarito nella nuova versione del documento), ma non di un accorpamento strutturale e massiccio di personale, servizi e strutture con gli altri ospedali. Il nuovo modello Elba è una sfida aperta che punta molto sull’innovazione, sul rapporto di collaborazione con l’Università di Pisa, sull’ottenimento di un personale in larga parte stanziale. E, punto di partenza, sull’ampliamento dell’offerta sanitaria, con la garanzia di standard degni di un ospedale di base. Per ottenere il risultato, tutti gli interlocutori hanno compiuto un passo indietro. «Il modello Elba è una sintesi delle parti migliori dei due documenti – commenta a caldo Mario Ferrari, presidente della Conferenza dei sindaci – non possiamo dire che la nascita di questo documento sia frutto di un percorso fluido, il confronto è stato spigoloso in più di un’occasione. Ma alla fine ha prevalso il buon sens. Abbiamo compiuto il primo passo, ora si tratta di rendere far passare il progetto in Regione».

Soddisfatta per l’esito della Conferenza anche la vice presidente Anna Bulgaresi. «Abbiamo completamente bypassato l’ipotesi di accorpamento con le altre realtà della costa e ribadito la necessità di un passaggio dell’Elba a ospedale di base – spiega – credo che una delle novità più interessanti del nuovo modello sia l’attenzione più consistente che viene data ai servizi sul territorio e non solo a quelli ospedalieri. Abbiamo ottenuto questo risultato in modo faticoso, ma la sintesi ha prodotto sicuramente un buon lavoro». (lu.ce.)

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