Il dolore
Anselmi torna in campo: "Ecco le sfide che ci attendono"
L'intervento dell'ex sindaco dopo il via libera alla sua candidatura
PIOMBINO. Torna il campo l'ex sindaco Gianni Anselmi. E dopo aver avuto dalla federazione del Pd il via libera alla candidatura, interviene spiegando le sue priorità. E ringraziando per l'opportunità avuta. Ricorda anche l'Accordo di programma, l'ex primo cittadino, da lui firmato poco più di un anno fa. Da quello, in fondo, sta partendo il rilancio della città.
"Sono grato al segretario e al gruppo dirigente del Partito Democratico - scrive - per aver preso in considerazione l'ipotesi di una mia candidatura in vista delle imminenti elezioni regionali. In questi giorni gli iscritti possono firmare nei circoli perché essa sia avanzata formalmente entro il 18 marzo. Le incomprensioni sono superate, gli indirizzi condivisi".
"Da mesi partecipo alle riunioni degli organismi territoriali, ho contribuito al lavoro programmatico messo in campo dalla segreteria. Ritengo necessario guardare avanti con unità, lealtà e determinazione. Il PD è il partito al quale sono iscritto, che ho contribuito a far nascere e che mi ha affidato il privilegio - cui ho corrisposto con il massimo impegno dal primo all'ultimo giorno - di governare prima a Campiglia come assessore scelto da Silvia Velo, poi a Piombino per due volte come sindaco. A disposizione di quella comunità, della forza di un disegno collettivo e della gente di questa terra metto la mia storia trascorsa in prima linea, le cose che ho imparato e che ho fatto, ciò che in virtù di questo posso ancora dare".
"Piombino, la Val di Cornia e l'Elba, la Toscana che le cinge da vicino sono percorse da mutamenti strutturali, da bisogni antichi e nuovi, da crisi ed opportunità inedite. La classe dirigente di questo territorio, dopo essersi misurata con i singulti del modello di sviluppo novecentesco, ha oggi in sorte il privilegio più nobile: la responsabilità di un nuovo inizio. L'Isola d'Elba si ripropone nel suo essere crinale fra destinazione e quotidianità, paesaggio e urbanità, tutela e sviluppo. La qualificazione e la promozione dell'offerta turistica, la continuità nei collegamenti marittimi e l'efficienza dei trasporti, la stabilità del sistema educativo, la riprogettazione dei servizi socio-sanitari, la generazione di investimenti produttivi sostenibili sui dodici mesi, la distrettualizzazione delle ingenti risorse naturali e culturali di cui dispone sono sfide (fra le altre) intrise delle specificità di un territorio insulare e complesso, ma che concernono anche chi lo guarda oltre il mare".
"Piombino e la Val di Cornia si trovano davanti ad un cambio vero di paradigma, che può esaltare, ove ben declinato, le unicità molteplici di cui sono portatrici millenarie. Intorno agli ampi spazi e alle profondità che abbiamo immaginato e realizzato nel porto crescono idee, e intenzioni di investimento, e con esse speranze per comunità intere. Gli interventi prospettati dal gruppo Cevital, quelli tratteggiati da ENEL consegnano la possibilità di concepire un intreccio contemporaneo fra industria e città, di bonificare e aprire spazi a settori produttivi diversificati, di affermare più nitide coerenze con i comparti turistico e agricolo e dunque di dare a questi più forza; in definitiva di aggiornare su scala vasta il modello di sviluppo, l'immagine percepita, il ruolo di questo pezzo di Toscana anche come protagonista mediterraneo".
"L'attenzione di Governo e Regione alla riconversione economica di questa terra ci chiamano ad una rinnovata adeguatezza collettiva, nel solco del lavoro che con il coinvolgimento dei livelli politici e istituzionali, degli attori sociali ed economici, della comunità diffusa ha saputo - con la stipula degli Accordi di Programma e le attività attuative in corso - mettere in scena prospettive nuove, affermandosi come modello gestionale di riferimento per altre aree critiche del territorio regionale. Anche alla luce dei processi di riforma istituzionale in corso riemerge con nitidezza l'ideaforza di una lettura di scala adeguata delle dinamiche sociali ed economiche, basata su una cooperazione rafforzata in Val di Cornia e in ragione di questo anche più aperta a relazioni più strette con i territori contermini interni e contigui all'attuale ambito provinciale, e dunque sulla valorizzazione e messa in rete delle peculiarità e delle complementarietà disponibili; nel turismo, nell'agricoltura, nella sanità, nella pianificazione territoriale".
"Nelle nuove logiche di area vasta che presiederanno alla riorganizzazione istituzionale e dei servizi, a fronte del peso naturale delle aree metropolitane e dei centri a maggiore densità urbana della nostra regione, quest'area della Toscana può giocare un ruolo se mette in campo un'idea di rete, se concepisce se stessa come una smartland a forte contenuto identitario e relazionale. Queste sono le sfide che abbiamo di fronte: è necessario mobilitare ogni energia, ogni talento, ogni competenza disponibile intorno ad un progetto collettivo leggibile. Nella terra dei metalli e del mare, delle industrie e dei parchi, dei borghi e del saper fare diffuso nei campi e nella piccola impresa, in questo teatro storico e insidiato della manifattura e del paesaggio il futuro passa dal fascino di una nuova fusione: quella fra identità e aspirazioni, fra vocazioni e nuove competenze generazionali, fra cultura di governo e costruzione sociale dell'innovazione possibile".
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