Il Tirreno

«Senza l’ok del Parco non si tirerà su neanche un mattone»

di Luca Centini

Il presidente Sammuri chiarisce: il Pit non può modificare in alcun modo le previsioni urbanistiche del nostro piano

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PORTOFERRAIO. «Il piano del paesaggio non può in alcun modo cambiare il piano del Parco». A mettere un punto fermo nella discussione che, dalla Toscana, è arrivata fino alla costa e alle spiagge dell’Isola d’Elba, è Giampiero Sammuri. Il presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago che racchiude, avendo voce in capitolo dal punto di vista urbanistico, la maggior parte del territorio dell’Isola d’Elba e le altre isole dell’arcipelago.

Sammuri non scende nei particolari delle modifiche proposte al piano del paesaggio, né entra nel merito della polemica politica che sta scuotendo la giunta del presidente Rossi. Bensì chiarisce alcuni aspetti tecnici non certo secondari quando si parla di pianificazione urbanistica e di realizzazione di nuove strutture e infrastrutture sulla costa.

«Il piano del paesaggio di cui si sta discutendo in Regione fissa dei paletti generali – spiega il presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago Giampiero Sammuri – ma non può entrare nello specifico della pianificazione urbanistica. O meglio, può farlo quando ha una funzione vincolistica e restrittiva ma non quando agisce in maniera estensiva. Nel nostro caso lo strumento specifico è il piano del Parco, per i Comuni ci sono i piani strutturali. Il piano del paesaggio può dialogare con il piano del Parco, ma in alcun modo può cambiarlo in maniera estensiva».

In parole povere la previsione nel corpo del piano paesaggistico di strutture nuove o di infrastrutture sulla costa è inefficace, qualora ciò non sia previsto nel piano del Parco. Ancora più precisamente, la Regione potrebbe prevedere persino grattacieli di sessanta piani sulla costa, ma ciò resterà carta straccia, dal momento che qualsiasi tipo di previsione rimane vincolata, specificatamente, al piano del Parco e agli strumenti urbanistici dei Comuni. Insomma il rischio, almeno per quanto riguarda l’Elba, è quello del classico “tanto rumore per nulla”.

«Discorso diverso è quello relativo alle cave di marmo, con riferimento alla zona delle Apuane – spiega il presidente del Parco nazionale Giampiero Sammuri – in quel caso il piano paesaggistico è determinante, in quanto stabilisce i principi generale che regolano concessione e estrazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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