Sicurezza
Personale stanziale e asse con Pisa per gli specializzandi
Ecco, in pillole, il nuovo progetto per il miglioramento dei servizi sanitari sull'isola d'Elba, proposto dalla Conferenza dei sindaci
PORTOFERRAIO. Più posti letto, un numero maggiore di dipendenti stanziali, servizi degni di un ospedale di base e - è questa la proposta più innovativa, la trasformazione del presidio elbano in un laboratorio di ricerca, grazie alla collaborazione con l’Università di Pisa. Sono queste, in sintesi, le principali linee guida del nuovo modello Elba, il progetto che ha preso forma con il lavoro dei sindaci dell’isola (fondamentale la sintesi tra le posizioni rappresentate da Anna Bulgaresi e Mario Ferrari) e con il supporto dei comitati elbani pro sanità.
Il progetto sarà presentato sabato 14 all’assessore regionale Luigi Marroni: l’obiettivo, ora che pare superata la prospettiva di un massiccio accorpamento con gli ospedali di Piombino e Cecina, è quello di inserire il modello insulare come emendamento al piano sanitario, in corso di approvazione in consiglio regionale.
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Guerra alle fughe. «L’insularità richiede una particolare attenzione al fine di garantire in loco la massima presenza delle attività garantite per gli ospedali di base e per le specialistiche di secondo livello». E questa la base del modello pensato dai sindaci che, come primo obiettivo, puntano alla stabilizzazione dell’offerta sanitaria sull’isola. Ad oggi, ogni anno, sono 3863 i ricoveri ordinari e in day hospital. Di questi 2769 sono soddisfatti a Portoferraio, 1094 sono le prestazioni che i cittadini elbani cercano in altri presìdi. Il valore economico sottratto all’Elba ammonta a circa 5 milioni di euro all’anno, circa 3 milioni di euro sono le spese stimate, a carico degli elbani per le trasferte in continente e le giornate di lavoro perse. Intercettare meglio la domanda sanitaria in fuga è l’obiettivo principe a cui aspira il modello Elba.
Ospedale di base. L’obiettivo di breve periodo consiste nella stabilizzazione dell’offerta sanitaria. Come? I sindaci rivendicano nei confronti di Regione e Asl i servizi standard garantiti per un ospedale di base, con un aumento dei posti letto dagli attuali 75 a 124. Tra i servizi aggiuntivi richiesti, rispetto alla situazione attuale, la breve osservazione in pronto soccorso, letti di sub intensiva in anestesia / rianimazione. Per quanto concerne la radiologia, i sindaci chiedono una guardia h24. Il salto di qualità dovrà prevedere un potenziamento della cardiologia, un percorso oncologico, il ritorno su uno standard adeguato per i servizi di ortopedia e chirurgia, l’attivazione di un servizio di rabilitazione. Ma, richiesta fondamentale, almeno i due terzi del personale ospedaliero dovrà essere stanziale.
L’asse con Pisa. Se la stabilizzazione è l’obiettivo a breve termine, in futuro i sindaci chiedono per l’Elba la trasformazione in un laboratorio di ricerca, grazie alla collaborazione con l’Università di Pisa. «I servizi sanitari – si legge nel progetto approvato dalla conferenza dei sindaci – potrebbero essere stralciati dalla rimanente organizzazione dei servizi, selezionati in modo da formare un mondo a sé stante che interagisce con il mondo universitario».
In altre parole, ad esempio, la medicina d’urgenza può diventare parte integrante del corso di specializzazione, attuando parte del percorso universitario teorico - pratico sull’Isola d’Elba, con la presenza di “tutor” che li possano seguire, Ciò comporterebbe un aggiornamento continuo e maggior prestigio per l’attività svolta sull’Elba a tutti i livelli. Inoltre un’opportunità per l’Università di acquisire il “territorio insulare”, con la presenza di un carcere, come luogo di ricerca.
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