Il Tirreno

Elisoccorso in ritardo, paura per un bambino

di Antonella Danesi

Piccolo di sette mesi ricoverato per una disidratazione, salvato dallo staff elbano Ma le complicazioni nel trasferimento hanno fatto disperare i familiari

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PORTOFERRAIO. Un bambino di sette mesi è stato ricoverato all’ospedale di Portoferraio, in gravi condizioni per una disidratazione per un'attacco di dissenteria causato da un virus. I medici dell’ospedale lo hanno salvato e adesso il piccolo è stato trasferito nell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Le sue condizioni sono date in ripresa. Ma sono stati alcuni problemi e ritardi nel trasferimento dell’elicottero ad aver aggiunto rabbia e proteste a una situazione già di per sé drammatica. Una di quelle storie iniziate male, insomma, tra polemiche e nervosismo, ma che poi si è risolta al meglio.

L’episodio è accaduto a Portoferraio, martedì. Un bambino di sette mesi è arrivato, poco dopo le 18, al pronto soccorso, accompagnato dai giovani genitori e dalla famiglia di Portoferraio. Il piccolo era in stato di grave disidratazione, dovuta a un violento attacco di dissenteria.

Il personale medico è intervenuto immediatamente per stabilizzare il piccolo paziente. Intanto era stato allertato l’elisoccorso per trasportare il bambino al Meyer di Firenze. Ma è qui che si è verificata una complicazione inattesa. L’elicottero infatti ha tardato ad arrivare, a causa di un fermo tecnico del Pegaso di stanza a Massa proprio in contemporanea con quello in forza a Grosseto. Il trasferimento rallentato ha - ovviamente - fatto andare su tutte le furie i familiari, preoccupati per la sorte del piccolo: per precauzione sono intervenuti anche i carabinieri. All’ospedale è arrivato anche il sindaco di Portoferraio Mario Ferrari che ha seguito in prima persona l’evoluzione della difficile vicenda.

«Capiremo cosa è successo dopo un’attenta analisi e verifica della cronologia che credo sia doveroso acquisire – dice il sindaco Ferrari – il bambino era in grave sofferenza ma l’equipe medica si è prodigata al massimo. Grazie all’impegno profuso è stato ottenuto il risultato auspicato, grazie anche a due apparecchiature donate dalla Fondazione Isola d’Elba e dal Lyons. Il mio intervento credo fosse doveroso per il problema legato alle tempistiche del’elicottero. Ma prima di muovere critiche ci stiamo informando. In effetti è intervenuto il Pegaso di Massa e non quello di Grosseto. Si tratta di capire se c’era il fermo di manutenzione a Grosseto con un altro eventuale in contemporanea a Massa. Mi auguro sia l’occasione per affinare il sistema insieme alla Regione per sopperire a queste carenze in futuro».

L’elicottero è atterrato a Portoferraio intorno alle 20,30, comunque nei tempi giusti secondo i sanitari che intanto si sono adoperati per salvare il bambino che prima della partenza doveva essere stabilizzato con le precauzioni del caso. Operazioni che non sarebbero state possibili sull’elicottero. «Il bambino doveva essere curato e stabilizzato – dice il direttore sanitario dell’ospedale elbano, Bruno Graziano – è stato reidratato e non avremmo potuto farlo partire con l’elisoccorso nelle gravi condizioni in cui era arrivato. Non sarebbe stato in sicurezza. Dal punto di vista sanitario l’operazione è riuscita tanto che il bambino, trasportato al Meyer, nella nottata ha già dato i segni di notevole miglioramento e questo per noi è un successo».

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