Gioco
«Disabilità gravissime, serve un piano regionale»
Alberto Guerrieri (Diritto alla vita dignitosa) sollecita interventi urgenti per consentire alle persone totalmente dipendenti di essere assistite a casa loro
PIOMBINO. «La Toscana faccia come altre Regioni: definisca programmi operativi che garantiscano la permanenza a domicilio e nel proprio contesto di vita, alle persone con disabilità gravissima, la cui esistenza dipende in tutto e per tutto dagli altri». A riformulare la richiesta è Alberto Guerrieri (portavoce di “Diritto ad una vita dignitosa”, il movimento nato a Piombino) impegnato attivamente in questa battaglia di civiltà.
Perchè l’interrogativo di fondo è uno solo. E si trasforma in angoscia: cosa sarà della persona disabile quando i suoi familiari verranno a mancare?
La vicepresidente della Regione, Stefania Saccardi, nella recente Conferenza sanitaria regionale ha annunciato di voler proporre un provvedimento legislativo finalizzato ad integrare politiche sociali e sanitarie a sostegno di chi si occupa della cura e della assistenza ai disabili che perdono i genitori. «Ma poiché - spiega Guerrieri - le disabilità sono tante e di diverso tipo, nella due giorni della Conferenza, gli interventi hanno affrontato una serie di iniziative, con ben 107 relazioni, orientate ad evidenziare come il ricovero in Residenze sanitarie assistite e/o Fondazioni", sia la corretta soluzione del "dopo di noi", per specifiche disabilità».
Gierrieri ha fatto notare alla platea come nessuna delle 107 relazioni abbia affrontato le specifiche criticità del «durante e dopo di noi» per le persone in dipendenza vitale.
Premessa l'esperienza acquisita in dieci anni di assistenza a persona vittima della sindrome Locked-In traumatica, Guerrieri ha evidenziato come, in altre Regioni, già da diversi anni, la complessità di questi problemi così specifici, abbia trovato concreta soluzione attraverso programmi operativi regionali atti a garantire proprio la permanenza a domicilio e nel proprio contesto di vita, di queste persone che necessitano di assistenza continuata e del monitoraggio socio-assistenziale nelle 24 ore/giorno per tutti i giorni dell'anno.(v.p.)
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