Il Tirreno

Niente soldi. E Calamoresca frana

di Cecilia Cecchi

Si allargano le crepe in vetta e nella strada. L’assessore Capuano: «Non ci sono pericoli. Interverremo nel 2017»

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PIOMBINO. Crepe sempre più profonde sul piazzale davanti alle isole, ma anche sulla strada che scende verso la spiaggia di Calamoresca. Cresce l'ansia da crollo per quanti - parecchi ormai, non solo piombinesi - che frequentano stabilmente il posto in tutte le stagioni per i servizi di bar e per le passeggiate. Ma il Comune non progetta nessun intervento, almeno fino al 2017, visto che nel piano triennale non è previsto niente in questo e nel prossimo anno.

E quindi controlli e interventi di sostegno portati avanti dall'ufficio tecnico del Comune non bastano a ridurre timori e il web è stabilmente invaso da interventi a commento della denuncia di quanto sta succedendo. I piombinesi a Calamoresca ci tengono, è un po’ un simbolo, coma piazza Bovio. E tutta l’area del promontorio è instabile.

Al di là dei rischi che corre la struttura del Gattarossa di Calamoresca (con l'unica toilette disponibile per questa parte del percorso d'ingresso al promontorio, ndr), qui realizzata secondo i progetti nel 2006, è lo stesso piazzale in pessime condizioni. Un peccato, essendo tra le zone più frequentate della città, durante tutto l'anno. Preoccupazioni condivise (e da più tempo visto che il locale c'è dal 1992) dai gestori del ristorante bagno bar Calamoresca beach.

Ora il piano delle opera garantisce, appunto, tutt'altro che serenità visto che per anni non viene messa in conto nessuna opera di contenimento.

«Per il 2017 - si legge nel testo in pubblicazione all'albo pretorio del Comune - sempre nell'ambito del ripristino della costa urbana sono in programma gli interventi nell'area di Calamoresca per un costo di un milione e 400 mila euro ancora da finanziare».

E fino ad allora? Quando, ogni volta che piove, pare - sotto l'asfalto - monti un'onda che tira già la piazza. E nel contempo la strada che scende verso la spiaggia sembra distaccarsi dalla collina in concomitanza con gli avvallamenti, con le griglie per l'acqua piovana.

Abbiamo posto il problem a in Comune e ci risponde l'assessore ai lavori pubblici e decoro urbano Claudio Capuano, spesso in sopralluogo nella zona insieme ai tecnici dell'ufficio.

«La frana di Calamoresca non è considereta pericolosa - dice – ma viene monitorata in continuazione. Si considera equivalente al Lotto 2, sotto il convento dei frati... insomma non si corre rischio imminente di gravissimi danni. Da considerare che comunque, obiettivamente, non ci sono i fondi per intervenire anche in questa zona subito».

«Stiamo lavorando - aggiunge Capuano - col budget messo a disposizione dalla Regione per il ripristino della costa urbana. L'obiettivo è cercare di risparmiare, se possibile, ad ogni intervento già programmato, per poi procedere prima altrove».

L'assessorato sta portando avanti tutti gli impegni: dal recupero dei Portici, alla crescita del coinvolgimento dei cittadini per un migliore decoro urbano: «Ma si tratta di attività a costo zero - ricorda Capuano - I lavori pubblici sono un problema perché c'è bisogno di soldi; speriamo di poter fare di più al momento del bilancio consultivo. Anche il 2015 sarà comunque un anno spartano... sperando che, nel frattempo, riparta anche la situazione economica generale e non manchiamo nella ricerca di nuovi finanziamenti».

Resta Calamoresca dove gran parte dei problemi nascono dal fatto che, nel recente passato, proprio la scarpata veniva utilizzata come discarica di materiale terroso e rocce che hanno portato in pratica all'ampliamento dell'area utilizzata; mentre, sempre negli anni Cinquanta, per la realizzazione della chiusa davanti al porto, venivano portati via scogli dal mare che stavano a protezione della costa, fino a Fosso alle Canne.

«La pendenza dell'attuale piazzale - riprende l'assessore - fa sì che le acque meteoriche aiutino il cedimento dell'area, come è ben visibile dalle aperture sulla pavimentazione intorno al bar ristoro. Dopo il programma di interventi per chiudere le fessure col cemento liquido - ricorda - continueremo costantemente con sopralluoghi e controlli. La scarpata è in continuo movimento dovuto alle condizioni atmosferiche, all'erosione della costa e ai naturali movimenti terrestri».

Necessario pensare positivo, cioè che al massimo tutto resti com'è (scivolando ma piano piano).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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