Il Tirreno

Cevital, salta l’incontro con i sindacati

Cristiano Lozito
L'altoforno della ex Lucchini (foto Paolo Barlettani)
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L'altoforno della ex Lucchini (foto Paolo Barlettani)

Rebrab decide di non parlare fino alla riunione al Mise. Ma l’obiettivo resta l’Afo, con l’ipotesi di  realizzare  una nuova cokeria

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PIOMBINO. Salta l’incontro tra Issad Rebrab e i sindacati, col patron di Cevital che mercoledì pomeriggio ha annunciato a Fim, Fiom e Uilm che con loro parlerà solo dopo l’incontro del 19 marzo al ministero dello sviluppo economico.

Eppure Rebrab martedì sera aveva dato ai sindacati la quasi certezza che li avrebbe incontrati. Ieri però la lettura dei giornali, secondo fonti qualificate, gli ha fatto cambiare umore e decisione: oltre a non gradire quella che giudica un’eccessiva esposizione mediatica della sua figura, non gli sono piaciute le indiscrezioni sul suo nuovo piano industriale e il messaggio-appello del sindaco pieno di dubbi sull’ipotesi altoforno.

Inoltre qualcuno gli ha fatto notare che forse non era il massimo illustrare ai sindacati quel che intende fare alla ex Lucchini, in presenza di una convocazione fra appena una settimana al ministero dello Sviluppo economico. E così ha deciso di far arrivare ai sindacati – attraverso il capo del personale Lucchini,  Riccardo Grilli – il suo messaggio: niente incontri fino alla riunione del 19 al ministero.

Proprio per provare ad allentare la pressione i sindacati fanno sapere che la decisione di Rebrab è comunque comprensibile in un momento in cui le valutazioni sul piano industriale sono ancora in corso. In effetti ieri il presidente di Cevital è rimasto a lungo in riunione negli uffici ex Lucchini con i tecnici e i rappresentanti di alcune aziende impiantistiche. Un lavoro teso ovviamente a comparare costi e benefici della ripartenza dell’area a caldo, ma soprattutto a valutare tutte le problematiche di un’operazione titanica, specie quelle legate alle autorizzazioni ambientali, anche in vista del confronto col viceministro Claudio De Vincenti.

Perché se Rebrab non parlerà fino al 19 con i sindacati, è chiaro ormai che il presidente di Cevital è comunque sempre più persuaso  che la riaccensione dell’altoforno sia l’unica carta da giocare per liberarsi il prima possibile dall’esigenza di approvvigionarsi di blumi e billette dalla concorrenza, che gli impone prezzi alti e materiale non di prima qualità, consentendo così ai laminatoi di lavorare al massimo delle possibilità.

Per far ciò, se le valutazioni sullo stato della cokeria confermeranno l’impossibilità di rimetterla in marcia, starebbe pensando a realizzare un nuovo impianto in Padule. Dove verrebbe realizzato un forno elettrico di ultima generazione in grado di marciare sia col rottame che con la ghisa, consentendo all’Afo di marciare a pieno regime.

Rebrab pare convinto che l’altoforno possa ripartire nel giro di 6-8 mesi, lavorando nel frattempo per trasferire l’acciaieria con l’obiettivo di liberare nel più breve tempo possibile l’area che ha individuato per la realizzazione dell’impianto agroindustriale.

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