Il Tirreno

“Progetto Sterpaia” sarà ad Expo 2015

Dai semi di grani antichi ecco le farine particolari. La presentazione in Regione è prevista per domani

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PIOMBINO. La proposta del “Progetto Sterpaia” è stata individuata dalla Regione tra le “Buone pratiche degli enti toscani a Expo Milano” e come tale sarà presentata domani alla conferenza stampa che si terrà a Firenze alla presenza di Gianni Salvadori, assessore regione Toscana con delega Expo 2015, e di Sara Biagiotti, presidente regionale Anci. Alla conferenza saranno presenti l’assessore alle politiche ambientali Marco Chiarei e il presidente della Parchi Val di Cornia Luca Sbrilli. Il “Progetto Sterpaia”, insieme alle altre proposte ritenute idonee, verrà quindi inserito in un catalogo che sarà presentato in occasione di Expo Milano 2015.

A giugno 2012 la Parchi Val di Cornia ha sottoscritto con l’Università di Firenze (dipartimento di scienze delle produzioni vegetali, del suolo e dell’ambiente agroforestale), con la Provincia di Livorno, i Comuni di Piombino, Campiglia, Suvereto e San Vincenzo, il Coordinamento toscano produttori biologico e l’associazione Val di Cornia Bio, un protocollo d’intesa la cui finalità è lo sviluppo di una collaborazione tecnico-scientifica, di studio, ricerca e formazione nell’ambito delle attività della biologia vegetale, delle scienze agronomiche e delle produzioni vegetali a basso impatto ambientale con particolare riferimento alla conservazione delle antiche specie vegetali con il fine di preservare la biodiversità e la promozione delle specie autoctone.

All’interno di questo progetto la Parchi ha messo a disposizione una porzione di terreno agricolo della Sterpaia (circa 20 ettari), al fine del recupero di coltivazioni biologiche e autoctone di frumento, grazie alla semina di grani antichi.Il progetto, supervisionato da Stefano Benedettelli dell’Università di Firenze, ha avuto avvio a novembre 2012. In particolare, all’interno della porzione di terreno dedicata alla semina di grani antichi, un lotto è stato utilizzato dal professore per la semina a mano di germoplasmi di grano antico duro e tenero della banca del seme dell’Università di Firenze.

Nel luglio 2013 prima mietitura di questi campi con buoni risultati. Il grano ottenuto è stato reimpiegato per la semina di altri ettari di terreno e una piccola parte è stato utilizzato per la produzione di farine utilizzate per eventi promozionali legati al progetto.

A luglio 2014 la seconda mietitura e prima commercializzazione delle farine derivanti dai grani antichi prodotti nel Parco della Sterpaia, con marchio Parchi Val di Cornia. «La coltivazione dei grani tradizionali – commentano da Parchi – collima ed arricchisce il lungo e consolidato percorso verso la sostenibilità delle aree agricole della Parchi Val di Cornia in coerenza con la certificazione Emas e si pone come piattaforma sperimentale e dimostrativa. La coltivazione innovativa, sostenibile e sperimentale dei terreni demaniali può avere ricadute positive sulla crescita di consapevolezza rispetto a nuove forme di economia».

Per procedere col progetto è nata un’azienda agricola denominata “progetto Sterpaia” con sede in Piombino. Hanno partecipato circa 10 persone, tra i quali imprenditori agricoli, ristoratori, panificatori e persino ex dipendenti del polo siderurgico. Obiettivo? Arrivare a chiudere la filiera dei frumenti tradizionali ed autoctoni con il metodo biologico. «L’auspicio è che i buoni risultati ottenuti in questa fase iniziale siano di stimolo per l’avvio in Val di Cornia, di una filiera, che dagli antichi grani possa creare materia prima di elevata qualità per le realtà della ristorazione locale andando a creare un importante legame tra aree protette, agricoltura di qualità ed enogastronomia, trinomio che, oltre a rafforzare i caratteri identitari del territorio, può diventare uno strumento vincente a supporto del turismo della Val di Cornia» conclude Parchi.

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