Sicurezza
Più morti che in gran parte della Toscana
Focus di Medicina democratica sui dati pubblicati dall’Agenzia regionale per la sanità, fermi, però, al 2010
PIOMBINO. In Val di Cornia si muore più che in gran parte della Toscana. E, tra gli uomini, si muore di più anche per tumore.
Lo dimostrano i dati presenti sul sito dell’agenzia regionale per la sanità (https://www.ars.toscana.it/marsupio/parsis/) focalizzati e diffusi da Medicina Democratica.
Dati da aggiornare Non di dati freschi si tratta. «Perchè mentre su spread e banche ci informano continuamente, su elementi così rilevanti per i cittadini siamo fermi al 2010», afferma Maurizio Marchi, portavoce di Md per la provincia di Livorno. Che sollecita approfondimenti ulteriori.
Il periodo esaminato è quello del 2008-2010. La lettura dei morti per tutte le cause dice che qua, nella popolazione maschile, si registra una mortalità superiore di 48 punti rispetto alla Toscana. Tra le donne l’incremento è di 37. Non si tratta di punti percentuali. Ecco da dove nascono.
Uomini Nel triennio ne sono morti 59.570. Il tasso grezzo dei decessi rapportati alla popolazione (base 100 mila abitanti) è 1.111,72. Il tasso standardizzato (aggiustato con criteri che lo rendono omogeneo) è 1.241. Nel comprensorio i decessi sono stati 1096 e il tasso standardizzato è di 1289. Dunque, 48 casi in più (sempre su base 100 mila abitanti).
Donne Il periodo esaminato fa registrare 65.102 decessi nell’intera regione. Il tasso standardizzato equivale a 808,15. Che nel comprensorio sale a 845,59 (le decedute sono state 1.160). E siamo ai 37 punti. Sempre per tutte le cause.
Morti premature Il tasso di mortalità prematura (sotto i 65 anni) nei maschi è superiore al dato regionale di circa 37 punti, 16 tra le donne.
«C’è poi l’indice Pyll - commenta Marchi - e sta ad indicare gli anni potenziali di vita persi. In Val di Cornia è superiore di quasi 3 punti per gli uomini e di 2 per le donne».
Tumori Nel comprensorio i decessi per tumore sono superiori di circa 13 punti negli uomini e inferiori di 14 nella popolazione femminile. Le donne, come si è visto, muoiono più che in gran parte della regione. Ma non per patologie oncologiche.
«Resta il fatto che il fattore ambientale ha una strettissima correlazione con l’insorgenza di tumori e di altre gravi malattie. A partire da quelle respiratorie e circolatorie», prosegue il portavoce di Md, ricordando che il movimento ha esaminato i dati con l'epidemiologo genovese Valerio Gennaro dell'Istituto Nazionale per la ricerca sul cancro.
Decessi evitabili Marchi spiega che il tasso di mortalità evitabile è riferito alle morti che avvengono in alcune fasce d’età e per cause che potrebbero essere attivamente contrastate con interventi di prevenzione primaria, diagnosi precoce e terapia, igiene e assistenza sanitaria. In Val di Cornia l’indice è di 8 punti inferiore nei maschi, e 16 punti superiore nelle femmine.
«Dati che parlano da soli» «Il 7 novembre scorso chiedemmo al sindaco, in quanto massima autorità sanitaria loacle, i dati sullo stato di salute dei piombinesi. Non ottenemmo nessuna risposta. Tre mesi dopo - chiude Marchi - abbiamo però ottenuto gli stessi dati direttamente dall'Azienda sanitaria locale. Li presentiamo alla popolazione così come sono: parlano chiaramente da soli. Lo facciamo nella convinzione che l’informazione sia la migliore prevenzione».
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