Il Tirreno

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«Diversificare è decisivo»

Per il consigliere non si può produrre acciaio accanto alle case

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PIOMBINO. Riccardo Gelichi di “Ascolta Piombino” interviene sull’altoforno. «La nostra città in questo momento ha bisogno di tutto tranne di creare spaccature e contrapposizioni fra i siderurgici e il resto del mondo. Aleggiare paure, come fanno i Comunisti italiani, sostenendo la presenza di forze oscure che prediligono il turismo alla fabbrica inquinante, diventa volutamente fuorviante. Si percepisce che in questo momento qualcuno ha bisogno di capri espiatori, di un nemico da abbattere. Passi quindi un'assemblea pubblica trasformata in consiglio di fabbrica, dove siamo ritornati al padrone, alla lotta della classe operaia e addirittura alla rivoluzione, passando per le statalizzazioni, l'unica proposta anacronistica ma che almeno ha una sua dignità politica. La diversificazione, che non è solo turismo, dovrebbe essere il grande imperativo di questo territorio, non per affossare la siderurgia, ma per dare respiro alle migliaia di famiglie che non hanno ammortizzatori sociali. Pensare alla valorizzazione del territorio è un dovere della politica, ma riconosco che qui qualcuno ha messo il freno a mano, aleggiando la retorica turistica, paradossalmente di un turismo ancora inesistente dentro la cinta urbana. Pensare di continuare a produrre acciaio a trecento metri dalla case senza inquinare è un bell'esercizio di suggestione, fatto spesso dagli ambientalisti a corrente alternata; invece cerchiamo di lavorare tutti perché si concretizzino le previsioni in padule, operiamo perché lo stato ci aiuti a creare le condizioni per investire a Piombino, nella siderurgia, nel suo indotto, nella Pmi, nella nautica e cantieristica, nel turismo».

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