Gioco
Piano, in diminuzione i movimenti del suolo
Il geologo Nicola Casagli: «Dal radar dati confortanti, ma l’emergenza rimane» Le indagini in tempi rapidi sono la chiave per capire il futuro dell’area
RIO MARINA. «I movimenti del suolo sono in fase di rallentamento ormai da alcuni giorni, ci si dovrebbe avviare verso un ’estate tranquilla. Ma è chiaro come quella del Piano sia un’emergenza da risolvere il prima possibile».
A sostenerlo è Nicola Casagli, docente dell’Università di Firenze. Il dipartimento di Scienze della Terra è stato incaricato dalla Regione e Provincia di monitorare (con un georadar installato nell’area del Piano) l’evoluzione del fenomeno delle voragini che sta mettendo a rischio il versante riese. L’impianto tecnologico copre un’area di circa tredici ettari di terreno e, in questi mesi, è riuscito a prevedere i cedimenti del suolo di un certo rilievo. Ora che siamo nella fase terminale della stagione invernale il geologo Nicola Casagli ha in mano i dati per tracciare un bilancio.
«La situazione è in costante evoluzione – sottolinea il professor Casagli – nei mesi di novembre, dicembre, gennaio e febbraio l’area del Piano dove si sono verificate le voragini è stata interessata da movimenti verticali del suolo di un notevole rilievo. Negli ultimi giorni la velocità dei movimenti è sensibilmente diminuita e con la bella stagione in arrivo e la diminuzione delle piogge il rischio di nuovi cedimenti dovrebbe ridimensionarsi».
In queste ore la situazione delle voragini del Piano è tornata di attualità, in seguito alla presa di posizione del sindaco di Rio nell’Elba Claudio De Santi nei confronti della Regione, a cui ha chiesto un’accelerazione dell’iter per completare le indagini idrogeologiche nell’area del Piano, e alla protesta dei cittadini.
Da alcuni giorni ha preso forma il “Comitato per il Piano” che ha annunciato sui social network il presidio simbolico - giorno e notte - della zona a rischio voragini. «Fino a quando non arriveranno i soldi per le indagini dalla Regione», fa sapere il sindaco De Santi.
Del resto l’urgenza di un intervento per risolvere la grana del Piano viene confermata anche da chi, quella stessa area, la monitora costantemente.
«Nell’area potenzialmente a rischio ci sono case, imprese e una strada – spiega Casagli – l’urgenza è reale. Anche perchè il radar può prevedere gli spostamenti di una certa entità, ma la situazione si complica con le sinkhole più piccole (come quella che si è aperta di recente nel giardino di casa della signora Cristina Berti ndr)».
Ormai da mesi i sindaci Claudio De Santi e Renzo Galli chiedono che siano compiute ulteriori indagini sul territorio. La Regione ha promesso i 180mila euro necessari, ma per problemi di bilancio non è in grado di versarli subito. I sindaci hanno proposto un anticipo da parte della Gestione associata del turismo. Ma il meccanismo, ad oggi, non è ancora scattato, in assenza - secondo quanto afferma De santi - di una certezza di rimborso da parte della Regione.
Ma a cosa servono queste indagini? «Il radar – fa sapere il geologo Nicola Casagli – servono per capire e anticipare le conseguenze delle voragini sul territorio sottoposto a monitoraggio. Queste indagini idrogeologiche, invece, serviranno per andare in profondità e capirne le cause e, se ve ne sono, le responsabilità che sono alla base del fenomeno».
Solo in questo modo, quindi, sarà possibile avere un quadro chiaro e definire strategie e scelte. Tra queste, ad esempio, il destino della strada provinciale Sp 26 e della bretella alternativa che, realizzata in tutta fretta, passa comunque in un fazzoletto di terreno potenzialmente a rischio voragini. E la permanenza degli insediamenti abitativi, tra tutti quello di Villaggio Togliatti dove abitano una ventina di famiglie.
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