Il Tirreno

IN 400 AL PERTICALE

Il sindacato insiste sull’altoforno: «Solo così ci sarà lavoro per tutti»

La sala del Perticale gremita di folla per l'assemblea (foto Paolo Barlettani)
◗
La sala del Perticale gremita di folla per l'assemblea (foto Paolo Barlettani)

Preoccupa la scadenza della cig nelle imprese. «Comunque senza piano industriale non trattiamo».
Il sindaco Giuliani: «Pronti a discutere, ma qualsiasi progetto dovrà essere ambientalmente sostenibile»

3 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Circa 400 persone hanno affollato il Perticale per il dibattito su “Acciaierie e indotto, le prospettive in fatto di occupazione, ambiente, salute e sicurezza”. A organizzarlo quattro associazioni che hanno saputo cogliere la forte esigenza della città di discutere sul futuro della ex Lucchini, in questi giorni segnata da particolari incertezze, per il possibile cambio di rotta di Cevital, dai forni elettrici fuori città al ritorno all’altoforno.
Protagoniste dunque le associazioni “Restiamo Umani”, “Ruggero Toffolutti contro le morti sul lavoro”, “Lavoro, salute e dignità” e Legambiente, che ha aperto il dibattito con l’introduzione di Adriano Bruschi. Paolo Gianardi ha moderato il dibattito, coordinato da Cristiano Lozito del Tirreno.

Tanti lavoratori presenti, molti i protagonisti della politica, con in testa il sindaco Massimo Giuliani, e del sindacato. Se il tema centrale era il cambio repentino di prospettive che Cevital sta maturando (il 19 il presidente Issad Rebrab è per questo convocato al ministero dello Sviluppo economico), il sindacato ha confermato di vedere nel progetto Afo l’unico modo per riportare in tempi relativamente più veloci i lavoratori in fabbrica, anche quelli dell’indotto, intorno al cui destino è ruotato tutto il dibattito. Perché sono tanti, in “cassa” (qualcuno nemmeno la riscuote) e con poche prospettive.
[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.11004161:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/piombino/cronaca/2015/03/08/news/cevital-tiri-fuori-il-piano-industriale-1.11004161]]
«Sta scadendo la cig nelle imprese - ha detto Luciano Gabrielli della Fiom mentre i lavoratori di Trailer e 3Emme rumoreggiavano – l’Afo è un’opportunità per ripartire tutti nel giro di qualche mese. Qualcuno a Brescia non lo vuole l’altoforno, noi siamo pronti a tornare in piazza. C’è preoccupazione per la lettera della Cevital? (azzeramento vecchi accordi, chiamata individuale, mobilità interna, due anni di contratto ndr). Si tratta di questioni che faranno parte della trattativa, ma finché non ci sarà piano industriale non discuteremo. Certo che per noi come minimo ci deve essere lavoro per tutti gli ex dipendenti, mensa, cassa mutua e scatti, se no niente accordo».

Sulla stessa linea Vincenzo Renda (Uilm): «Il piano industriale non lo conosciamo, per via della procedura. Afo sì o no? Per me sì perché io so che qui l’altoforno ha dato da mangiare a tutti. Per questo si può dire che tifiamo per l’afo...».

Più articolato il ragionamento di Paolo Cappelli Fim, sostenitore dell’ipotesi altoforno, «perché qui c’è gente che non riscuote da mesi, e qualcuno non ha i soldi nemmeno per mangiare», ma anche fermo nel richiamare quelli che poi erano i temi centrali del dibattito: «Per noi – ha detto Cappelli – lavoro, ambiente e sicurezza sono punti fermi».

Fuori dal coro Sabrina Nigro, dell’Ugl, che chiede «un’ottica nuova in questa valutazione, e lo dico anche se la mia ditta, in Lucchini dal 1990, chiuderà il 30 aprile».
[[atex:gelocal:il-tirreno:piombino:cronaca:1.11004210:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/piombino/cronaca/2015/03/08/news/l-altoforno-un-tappo-per-i-nuovi-progetti-1.11004210]]
Infine il sindaco Massimo Giuliani ha voluto ricordare «che solo pochi mesi fa nessuno si interessava della Lucchini. Poi è arrivata un’offerta, quella algerina, che parla alla città, perché tocca acciaio, porto, diversificazione. Sull’Afo vedremo quale ipotesi prevarrà, noi comunque siamo pronti a discutere tenendo fermo un punto: qualsiasi progetto sull’acciaio dovrà essere sostenibile dal punto di vista ambientale. Ora è il momento di stare tutti uniti, perché sono convinto che Piombino ce la farà».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web