Il Tirreno

volontariato

Bici sì, ma senza rimorchio

di Cecilia Cecchi
Giovanni Basso con le nuove bici nella sede dell'associazione
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Giovanni Basso con le nuove bici nella sede dell'associazione

Piombino, la Provvidenza ricostituisce il parco mezzi dopo il furto della scorsa estate. L'associazione che si occupa di diversamente abili prosegue nelle sue attività e lancia una serie di incontri sull'alimentazione, tra gola e prevenzione

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PIOMBINO. A questo punto il parco biciclette è completo (compresi i tricicli), quel che manca è ancora il rimorchio. Mezzi e traino che erano stati rubati la scorsa estate, ma l’associazione la Provvidenza non s’è persa d’animo. Certo il “grosso” l’ha fatto Atala donando - per l’Epifania - nuove bici ai ragazzi disabili.

«Grande aiuto ce lo hanno dato i cittadini – racconta il presidente della Provvidenza, Giovanni Basso – e pure la chiesa della Misericordia, Unicoop Tirreno e il colonnello Alessandro Albamonte. Ci vuole il rimorchio per affrontare con tranquillità “la settimana della pedalata” alla Sterpaia, alla fine di maggio. Un traino dove mettere tutte le bici come facevamo – spiega – costa circa 6mila 800 euro; per uno più piccolo ne bastano 4mila, faremo più viaggi».


Dare una mano subito? «Resta la sottoscrizione – risponde Basso – ed è possibile dedurre le donazioni a favore delle Onlus dall'Irpef; il conto corrente postale intestato all'associazione la Provvidenza Onlus è 78241296». Ci sarà opportunità di parlarne anche durante gli incontri del corso di formazione appena organizzato dall’associazione La Provvidenza in collaborazione con Cesvot (Centro servizi volontariato Toscana).

E per promuovere la serie di incontri su «L’alimentazione tra gola e prevenzione» (al via il 30 marzo) - nella sede di via Massimo D’Azeglio 26/B - con Giovanni Basso c’è Maurilio Campani, presidente della sezione soci Piombino (che ha curato parte del programma). «Siamo spesso in difficoltà – dice Basso – su come mangiar bene risparmiando. Ma è un argomento importante da approfondire anche per i diversamente abili: il cibo è spesso considerato gratificazione, mentre non fa che aggravare la loro situazione, rendendo sempre più difficile mobilità e socializzazione. Ecco perché – conferma Basso – noi volontari dobbiamo imparare il come cibarsi bene per poi poter “comunicare” il messaggio nel modo più giusto».

«Importante – interviene Campani – saper comprare bene per consumare meglio e saper leggere le etichette». La partecipazione è prevista fino a un massimo di 20 iscritti. La scheda di iscrizione deve essere inviata alla segreteria della Provvidenza (tel. 329 9815734 fax 0565 36351) entro il 24 marzo.
 

 

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