Sicurezza
«Tutelare gli ecosistemi e i diritti delle persone»
PIOMBINO. Tutelare l’ambiente e tutelare i diritti delle persone, promuovendo una cultura del lavoro. E’ quanto si augurano Maria Maranò (segreteria nazionale Legambiente) e il presidente toscano...
PIOMBINO. Tutelare l’ambiente e tutelare i diritti delle persone, promuovendo una cultura del lavoro. E’ quanto si augurano Maria Maranò (segreteria nazionale Legambiente) e il presidente toscano Fausto Ferruzza.
«Legambiente - scrivono - segue con preoccupazione l’evolversi della crisi della Lucchini di Piombino, così come, per la siderurgia, stiamo seguendo la vicenda di Terni e quella ancora più complessa di Taranto. In tutte e tre le vicende abbiamo espresso, e non ci stancheremo di farlo, solidarietà ai lavoratori e alle famiglie coinvolte in queste crisi. Perché sono loro i primi a subire le drammatiche conseguenze della situazione. Abbiamo sempre ritenuto che il rispetto degli ecosistemi, inteso come l’insieme delle risorse naturali che permettono la vita a tutti noi, sia inscindibilmente legato ai diritti e alla dignità delle persone, al lavoro, all’economia. È nostra convinzione infatti che il sereno futuro di un’economia sia strategicamente basato sull’ambiente, inteso nella sua accezione più ampia: qualità del paesaggio, salvaguardia della biodiversità, difesa della salute, insieme a formazione, ricerca, innovazione, qualità dei prodotti». «Ma è fondamentale - aggiungono - perché ci sia vero benessere per tutti e non solo ricchezza per pochi, che si tutelino i diritti delle persone, che si promuova davvero una cultura del lavoro, diffondendo la partecipazione e, quindi, la democrazia. Insomma, ipotizzando un’economia che faccia leva sulla coesione sociale, che non vuol dire assenza di conflitto, fisiologico e, a volte, anche necessario. Al contrario, un’economia che dovesse basarsi sulla riduzione dei costi, che implichi un ulteriore abbassamento della qualità dell’ambiente, della qualità del lavoro e dei diritti, non avrebbe futuro, finendo per essere schiacciata da un lato da economie i cui costi ambientali e umani sono enormemente inferiori, dall’altro da economie più evolute, con lavoro ad altissimo contenuto di conoscenza. Il lavoro manifatturiero e industriale in Italia non va mortificato ma anzi recuperato e rilanciato, puntando più decisamente sulla ricerca e l’innovazione, tutti status e obiettivi incompatibili con qualsiasi contrazione dei diritti».
«Auspichiamo - conclude Legambiente - che governo, enti locali e organizzazioni sindacali siano tutti uniti nel riaffermare la necessità di un’uscita dalla crisi della siderurgia piombinese, attraverso un percorso di radicale riconversione ecologica del ciclo produttivo, un salto di qualità nei prodotti, una politica industriale partecipata, migliorando anche le condizioni ambientali, salariali e dei diritti dei lavoratori».
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