Sicurezza
Sanità, niente rete con Piombino e Cecina
I sindaci annunciano le linee del documento Elba: mantenimento dei servizi irrinunciabili e collaborazione con le Università
PORTOFERRAIO. «Non si parla più di rete e puntiamo al riconoscimento dell’insularità».
La conferenza dei sindaci sulla sanità dice no alla rete ospedaliera a tre punte (Piombino, Portoferraio e Cecina) e decide di predisporre una proposta di piano sanitario elbano che punti sulla valorizzazione del presidio locale sulla base delle necessità ed esigenze particolari dei servizi sanitari, legate alla condizione dell’insularità.
Una proposta unitaria che scaturirà dalla sintesi tra i vari documenti presentati fino ad oggi. «Dopo una serie di confronti in commissione – afferma Mario Ferrari, presidente della conferenza dei sindaci – cercheremo ad arrivare ad una sintesi tra le varie parti nell’incontro previsto per martedì prossimo. Arriveremo ad un documento concreto che ci vedrà convinti e determinati nel presentarlo alla Regione Toscana».
È stato quindi sancito l’abbandono della strategia della rete ospedaliera con Piombino e Cecina. Se la rete ci sarà, non comprenderà Portoferraio. Per l’ospedale elbano i sindaci dell'isola hanno in mente qualcosa di diverso e, per certi versi, innovativo. Sono cambiate le condizioni esterne per cui l’indipendenza dell’ospedale e il riconoscimento dell’insularità per il presidio elbano diventano ormai irrinunciabili, secondo i sindaci elbani, anche alla luce dei risultati dell’incontro con il Ministero per la Salute e dopo il riconoscimento di una nostra specificità all’interno dei comuni dimenticati secondo quanto affermato dallo stesso presidente dell’associazione.
Il progetto, a cui Anna Bulgaresi e i sindaci stanno lavorando da giorni con il supporto dei comitati, punta infatti sull'insularità e sulla valorizzazione dei servizi definiti “irrinunciabili”.Una proposta che, tra l’altro, avrebbe incassato il gradimento della stessa azienda sanitaria locale. Tra i punti cardine del documento, quindi, una maggiore autonomia dal punto di vista sanitario per l’Elba, che tra l’altro ha un peso maggiore, in termini di valore economico per ciascun paziente, rispetto alle altre realtà della provincia (il rapporto previsto e riconosciuto dal piano sanitario è di 10 rispetto all’1,5 della costa). E poiché la sanità elbana non può reggersi da sola deve fare sinergia con la Asl e l’università prendendo dalla rete quanto di buono c’è. «Abbiamo bisogno di alcuni servizi basilari per la nostra realtà – spiega Bulgaresi – poi vedremo come far arrivare le diverse professionalità dalla rete».
L’idea è quella di puntare sulle strategie a medio e lungo termine, per stabilizzare la situazione attuale dell’ospedale e dei servizi sanitari migliorando l’emergenza urgenza e gli ambulatori specialistici e prevedendo un modello innovativo legato all’Università che sulla nostra isola potrebbe organizzare un percorso di formazione sul campo sia per medici che per infermieri, tenendo presente anche la realtà carceraria .
L'idea dei sindaci consiste nel completamento, già nei prossimi giorni, del documento Elba che sarà presentato direttamente all'assessore Luigi Marroni, atteso all'Elba il prossimo 14 marzo. L'obiettivo è fare in modo che il progetto possa dar corpo a un emendamento specifico alla legge di riforma dei servizi sanitari regionali, in discussione in questi giorni in consiglio regionale.
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