Sicurezza
I sindaci difendono l’Associazione
Piombino, replica al Cdc da parte di Giuliani, Soffritti e Bandini: «Servirà proprio a velocizzare l’Unione dei comuni»
PIOMBINO. La lista civica Comune dei cittadini l’ha definita «un altro carrozzone senza democrazia», fatta apposta per non fare l’Unione dei comuni. A difendere l’Associazione dei comuni, il nuovo progetto di marketing territoriale, sono i tre sindaci Pd Massimo Giuliani (Piombino), Rossana Soffritti (Campiglia) e Massimo Bandini (San Vincenzo).
In una nota, i tre sindaci scrivono che «l’Associazione dei comuni è un ulteriore progetto che aiuta i processi di collaborazione tra i comuni e che va esattamente nella direzione di una maggiore e migliore cooperazione. Non è pertanto in contrasto con gli obiettivi legati alla realizzazione dell’Unione dei comuni ed è l’esatto contrario di quello che indica la lista civica di Campiglia. Questa forma di associazione infatti nasce proprio per velocizzare l’Unione dei comuni, si configura quindi come il mezzo per arrivare a quel risultato e non come il fine. Cominciando a vedere quali sono le procedure e gli atti amministrativi da uniformare tra i vari comuni della Val di Cornia, iniziando ad avere progetti che possono essere portati avanti unitariamente, creando legami tra le comunità su problematiche comuni è forse davvero possibile far partire quel processo che deve portare, dal punto di vista istituzionale alla nascita dell'Unione dei comuni».
Prosegue la nota: «La presenza stessa di una sede deputata a decidere quali progetti portare avanti insieme, come sarà il Comitato guida composto dai sindaci, farà si che il percorso verso l’Unione dei comuni sia più celere perché si comincerà subito e concretamente a sperimentare il lavoro congiunto. Non ci sarà nessun esautoramento delle prerogative e dei poteri dei consigli comunali e quindi una riduzione delle tutele per le minoranze, proprio perché i progetti che i sindaci porteranno avanti saranno quelli stabiliti dagli organismi elettivi. Grazie alla consulenza della società Impresa Insieme inoltre sarà possibile seguire e concretizzare finalmente tutte le opportunità che i finanziamenti nazionali ed europei metteranno a disposizione su tutti i temi, dai lavori pubblici alla cultura al turismo all’innovazione. Sarà cura di questa società infatti segnalare le opportunità che si creano, redigere i progetti che i comuni decideranno di portare avanti, presentarli nelle opportune sedi e rendicontarli. Il tutto con una modica spesa per i comuni (quattromila euro per quelli sopra i 15mila abitanti, duemila per quelli sotto), senza altri costi aggiuntivi e in uscita. Sarà pertanto possibile in qualsiasi momento uscire dall’Associazione e recedere dalla convenzione con Impresa Insieme, nel caso in cui i risultati arrivati fossero inferiori alle attese. I risultati portati a casa da questa formula di associazione negli oltre 100 comuni dove è stata applicata sono sotto gli occhi di tutti».
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