Il Tirreno

Impugnate le condanne per la morte di Luca Rossi

PIOMBINO. Non è ancora finita. I tre dirigenti Lucchini e Trailer hanno depositato il ricorso contro la sentenza di condanna emessa in primo grado nei loro confronti per la morte di Luca Rossi, l’oper...

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PIOMBINO. Non è ancora finita. I tre dirigenti Lucchini e Trailer hanno depositato il ricorso contro la sentenza di condanna emessa in primo grado nei loro confronti per la morte di Luca Rossi, l’operaio schiacciato da un carrello elevatore il 3 dicembre 2006 nel capannone del Tve. Nel maggio dello scorso anno il giudice Marina Cirese condannò a due anni di reclusione, per omicidio colposo in concorso, Luigino Placidi (responsabile del servizio prevenzione e protezione Lucchini), Luca Faenzi (caporeparto Tve) e Giuseppe Lancini (amministratore delegato Trailer, la società che in un’area del capannone gestita in comodato d’uso si occupava dell’immagazzinamento e della spedizione dei rotoli di vergella).

Rossi, 42 anni, addetto qualità Lucchini, quel giorno era di secondo turno e si era allontanato per fare una telefonata a casa (alle 14,46). Rientrando nel capannone, era stato investito da un carrello guidato da un operaio Trailer, uscito dal processo insieme ad altre persone grazie al patteggiamento.

Secondo il giudice di primo grado, come si legge nella motivazione, la morte di Rossi non fu causata da una sua disattenzione ma dalle «inadeguate condizioni di lavoro sotto il profilo della sicurezza». Nello specifico, scarsa illuminazione, forte rumorosità, una segnaletica pressoché inesistente, la visibilità del muletto gravemente compromessa, una formazione specifica inesistente. Insomma, Rossi morì perché Lucchini e Trailer non avevano rispettato le norme di sicurezza. Ora dunque tocca alla Corte di appello.

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