Il Tirreno

«Dobbiamo tutelare i nostri prodotti doc»

Giuliano Parodi, sindaco di Suvereto, preoccupato per l’agroalimentare che sarà introdotto da Cevital: «Voglio chiarezza, non possono invaderci»

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SUVERETO. Il sindaco di Suvereto, Giuliano Parodi, all'attacco di Cevital: «Le attività delle multinazionali male si sposano con le eccellenze e le produzioni di qualità». Nei giorni successivi alla stipula dell’accordo preliminare uscivano le prime dichiarazioni di Cevital, ed era palese l’importanza che riveste il porto di Piombino in questa operazione, difatti oltre al traffico legato alla siderurgia, Cevital prevede un movimento merci di oltre sette milioni, di cui almeno tre di zucchero ed olio.

Così facendo il porto di Piombino dovrebbe, a pieno regime, raddoppiare i propri traffici portandosi al dodicesimo posto tra i porti italiani per traffico merci, a pari merito con La Spezia.

«Da sindaco di un comune con vocazione agricola - interviene Giuliano Parodi - mi faccio portavoce delle preoccupazioni delle nostre aziende, ed è per questo che vorrei approfondimenti in merito al piano industriale di Cevital circa il comparto agro-alimentare che, a detta dei numeri sopracitati, movimenterebbe una notevole quantità di prodotti in entrate ed in uscita».

Per il sindaco di Suvereto capire esattamente cosa significa per Cevital sviluppare agroalimentare è di vitale importanza per l’economia della Val di Cornia.

«Abbiamo un’economia agricola basata su prodotti di eccellenza e di qualità (vino, olio, ortaggi, frumento) con aziende medio piccole, che non reggerebbero l’invasione di prodotti alimentari, da trasformare magari in loco, ma provenienti dall’altra parte del mediterraneo».

Altro tema delicato e al tempo stesso strategico per Cevital, è la competitività energetica, soprattutto nei confronti del Nord Europa. Viene ipotizzata la realizzazione di un grande impianto a biomasse ricavate da rifiuti e scarti della lavorazione agro-alimentari.

«È necessaria chiarezza per comprendere quali scarti e soprattutto quali prodotti alimentari sarebbero trattati, l’ipotesi zuccherificio mi pare azzardata, basti pensare che in Italia c'erano 21 zuccherifici attivi e ne sono stati chiusi 16 perché la riforma Ocm zucchero ha reso non competitiva la produzione nazionale ed ha autorizzato una drastica riduzione».

«In questo quadro incerto il piano industriale e le reali intenzioni di Cevital sul nostro territorio sono determinanti per la salvaguardia delle nostre tipicità e della nostra fragile economia agricola. La politica deve pianificare il futuro, non subirlo. Per questo è necessario che tutti i comuni e non solo Piombino si attivino e abbiano le idee chiare senza attendere con il cappello in mano il benefattore di turno».

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