Il Tirreno

Zona franca, proposta di legge di An - Fdi

L’iniziativa per la defiscalizzazione dell’isola lanciata da Lanera arriva fino in Parlamento

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PORTOFERRAIO. Proposta di legge per l’Elba zona franca. Ad averla depositata alla Camera sono due deputati di An - Fratelli d’Italia Luigi Cirielli e Achille Totaro, che nei giorni scorsi hanno raccolto e approfondito la richiesta pervenuta dal territorio elbano e, in particolare, dal rappresentante locale del partito Luigi Lanera. Lo stesso rapprtesentante che, ieri, ha tenuto una conferenza stampa per chiarire gli aspetti della proposta. Partiamo da un dato di fatto. Per la prima volta l’idea di zona franca, già dibattuta sul territorio insulare nel 2008 e nel 2013, si è concretizzata in una proposta di legge concreta. Alla base dell’idea di defiscalizzazione dell’isola, secondo i proponenti, «il costo della vita, gravato da prezzi maggiorati di beni e servizi», «la crisi strutturale» di un territorio segnato dalla stagionalità del lavoro e disagiato a causa della sua «insularità». Condizioni che secondo Lanera basterebbero per richiedere un trattamento fiscale agevolato, in grado di risollevare l’economia dell’isola. Isola che, è bene dirlo, sarebbe la prima realtà (oltre a Livigno) a diventare zona franca. Se a ciò si aggiunge la quantità di realtà locali, disseminate un po’ in tutta la penisola, con crisi economiche ed occupazionali ben più gravi della realtà elbana, ecco che la strada affinché la proposta vada in porto, di certo, appare in salita. Non secondo Lanera. «Per la prima volta un atto del genere è arrivato fino al Parlamento – spiega – ringrazio per questo i deputati Cirielli e Totaro e la responsabile provinciale Marcella Amadio per il lavoro svolto. La proposta trae origine nel 2008, ma non fu efficace perché nessun parlamentare se ne interessò fino in fondo. Nel 2013 una proposta simile fu portata avanti dalla Fondazione Isola d’Elba che, tuttavia, «sbagliò interlcutore – spiega Lanera – in quanto ci si rivolse alla Regione che non può decidere alcunché, riguardo all’istituzione di una zona franca». Nell’intenzione di An - Fdi la zona franca aprirebbe ad esenzioni dalle imposte sui redditi, totale per i primi cinque anni, parziale per i successivi, esenzioni dall’imposta regionale sulle attività produttive, esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente entro determinati limiti e condizioni. L’isola, insomma, diventerebbe una sorta di paradiso fiscale, l’unico a parte Livigno (che ottenne la zona franca a inizio secolo). Tanto basta per rendere l’idea della difficile (se non impossibile) riuscita dell’iniziativa del partito di Giorgia Meloni che, non è un caso, torna alla ribalta a un passo dalle elezioni regionali. «Gli altri partiti? Per ora non c’è stato alcun confronto – fa sapere Luigi Lanera – fino ad oggi chi si è interessato all’argomento ha fatto solo chiacchiere, parlo anche degli esponenti politici che in passato hanno prvato ad appropriarsi della mia iniziativa. Ora è diverso, c’è un atto concreto. Vediamo una volta per tutte chi ci sta».

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