Sicurezza
«Trasferiti a 220 km il sindaco intervenga e parli con Enel»
La rabbia dei dipendenti della centrale di Tor del Sale: 15 su 35 saranno in uscita già con l’inizio di marzo
PIOMBINO. I lavoratori Enel di Tor del Sale non ci stanno. Rischiano di essere trasferiti anche a 220 chilometri di distanza per la dismissione della centrale.
Per questo hanno preso carta e penna e hanno scritto al sindaco di Piombino, Massimo Giuliani, ai sindacalisti del settore (Mauro Paperini della Cisl Camillo Vellucci della Uil e Sauro Vermigli della Cgil) e, per conoscenza, ai giornali.
Molti i problemi sul tavolo: «Enel la sta prendendo in giro - scrivono, rivolgendosi al sindaco - dandole notizie false sulla ricollocazione dei propri dipendenti. I giornalieri e i turnisti verranno distaccati anche a Santa Barbara (a Cavriglia, provincia di Arezzo, ndr), alcuni volontari, altri forzatamente. E siamo tutti di Piombino, Follonica, Venturina: eppure il jobs act prevede una distanza massima di 50 chilometri...»
A fine febbraio, quindi in questi giorni, il personale sarà ridotto dalle 35 unità attuali a 20. «I dipendenti che resteranno, contrariamente al clima di rigore e risparmio tanto decantato, faranno circa 30/40 ore di straordinario al mese. Ci chiediamo dove sia il sindacato. Fra l’altro, non essendoci un vero e proprio piano di dismissione, i dipendenti stanno vivendo un clima di grande incertezza».
La centrale di Tor del Sale provvede alla manutenzione delle centrali di Portoferraio, che è telecontrollata soltanto in parte e di Capraia: «Facciamo presente che all’interno della centrale di Tor del Sale ci sono ancora macchinari funzionanti e 60mila tonnellate di olio combustibile denso nei serbatoi. Per motivi di sicurezza l’impianto necessita di controllo e manutenzione fino alla completa dismissione. Ma l’Enel sta accelerando la dismissione dell’area solo apparentemente, perché sa bene che bonificarla è molto oneroso».
E i dipendenti pongono alcune domande al sindaco Massimo Giuliani che, di recente, ha avuto alcuni incontri con Enel sul futuro della centrale: «Altri sindaci, come quello di Montalto di Castro e Rossano Calabro, stanno lottando contro le dismissioni. Ci sono centrali degli anni ’50, come quella di Genova, in cui la dismissione dura da 15 anni e il personale è sempre presente. Perché qui c’è così fretta? Lo sa lei se il presidio sarà successivamente bonificato? Lo sa quanto combustibile è presente nel sottosuolo? Qui si stanno perdendo posti di lavoro per realizzare un ’area verde che chi sa quando ci sarà! Vorremmo che dicesse ad Enel di avere un comportamento più corretto nei confronti del territorio. Le persone non sono come birilli, ma hanno dignità e alle spalle delle famiglie che hanno diritto di avere serenità. Invece questo pare un lusso rimasto solo per poche persone. Speriamo con questa nostra lettera - concludono i dipendenti della centrale di Tor del Sale - di averle fatto vedere la situazione da un’angolazione diversa. E chiediamo ai rappresentanti della Rsu di trovare altre soluzioni».
@guifiorini
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