Sicurezza
Pd senza pace, scoppia il caso Elba
Con Tortolini, Anselmi e Maestrini non c’è spazio per il partito dell’isola che avverte: vengano i piombinesi a fare campagna
PIOMBINO. Non c’è pace nel Pd, impegnato nella selezione delle candidature per le elezioni regionali. Il via libera ufficiale a maggioranza da parte degli iscritti consultati (circa 300) a Matteo Tortolini, e quello espresso a Gianni Anselmi nello slang politico caro al Pd (l’ex sindaco «entra nella discussione politica in vista della composizione definitiva della lista») non ha risolto i problemi del segretario Valerio Fabiani. Anzi, di fatto, anche in relazione alle macchinose regole elettorali dei democratici, il cammino verso l’appuntamento del 24 maggio sembra farsi sempre più tortuoso. C’è infatti la questione delle rappresentanze di genere (metà donne e metà uomini obbligatoriamente in lista) che Piombino – tre candidature – deve armonizzare con la federazione livornese, che di candidati ne esprimerà cinque. Insomma alla fine, tra gli otto in lizza dovranno esserci quattro uomini e quattro donne.
Certo che Piombino, se presentasse come pare oltre a Tortolini anche Anselmi, per la terza candidatura dovrebbe per forza pensare a una donna. In realtà c’è già un nome femminile importante, quello di Carla Maestrini, membro della segreteria regionale del partito, nome fatto ufficialmente in rappresentanza della componente renziana dall’assessore all’urbanistica Martina Pietrelli, nel corso dell’ultima direzione. La sua candidatura soddisferebbe due criteri in un colpo solo tra quelli previsti dal Pd, ossia la parità di genere e la necessità del pluralismo delle correnti interne.
Ma i giochi comunque non sono fatti, e già venerdì 27 mattina le notizie uscite dalla direzione di giovedì 26 hanno messo in subbuglio il partito elbano. Le regole del Pd imporrebbero infatti di tener di conto anche di un altro criterio, quello territoriale, e nella battaglia per la riconquista di un consigliere regionale, che nessuno nel Pd ritiene facile, in cui tra l’altro sarà in corsa con la Destra il sindaco di Capoliveri, Ruggero Barbetti, è stata considerata fin dall’inizio scontata quanto indispensabile la presenza di un candidato elbano. Tra l’altro pubblicamente annunciata pubblicamente pochi giorni fa dal coordinatore elbano, Federico Zini. Magari una donna, magari ascrivibile con qualche forzatura al mondo renziano, come Antonella Giuzio, ex assessore alla cultura della penultima giunta portoferraiese guidata da Roberto Peria.
Ma, se come pare, né Tortolini né Anselmi sono disposti a fare un passo indietro, anche i renziani piombinesi sembrano convinti a tener duro sul nome di Maestrini. «L’ho proposta – spiega Pietrelli – perché penso sia giusto offrire agli elettori la possibilità di scegliere una persona con le qualità per svolgere il compito di consigliere regionale nel modo migliore. Siamo anche convinti che Carla sia capace di ottenere il consenso di tante persone, al di là del suo percorso politico limpido e coerente di “renziana della prima ora”, e al di là dei confini della Val di Cornia e dell’isola d’Elba».
Tesi niente affatto convincente per il Pd dell’Elba, che a restare senza un candidato non ci sta, e avverte: «Se i piombinesi vogliono andare avanti così, verranno poi loro a fare campagna elettorale». Insomma, se il Pd andrà avanti con Tortolini e Anselmi, alla fine dovrà scegliere tra Maestrini e un’elbana. Tutto ciò mentre in una parte del partito non è scomparsa certo la preoccupazione che mettere uno contro l’altro Tortolini e Anselmi possa costare caro al partito, e mettere addirittura a rischio la riconquista del seggio in Regione.
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