Sicurezza
Alloggi pubblici, no ai privilegi agli italiani
Il consiglio comunale boccia la mozione presentata da Francesco Ferrari (Forza Italia)
PIOMBINO. Bocciata la mozione con cui Francesco Ferrari (Forza Italia) puntava a privilegiare i cittadini italiani nell’assegnazione degli alloggi popolari.
Per loro, Ferrari aveva chiesto due punti in più in graduatoria. Altrettanti per ogni richiedente residente in città da oltre dieci anni. E, per tutti, l’inserimento di una clausola: almeno cinque anni di residenza come condizione preliminare per presentare la domanda.
Il Movimento Cinque stelle, con Andrea Lessi, ha proposto un paio di emendamenti al testo originario: l’abolizione del punto che avrebbe finito col favorire gli italiani e l’inserimento nell’atto di una campagna di revisione delle assegnazioni. Obiettivo, verificare che gli occupanti continuino ad avere i requisiti necessari per abitare negli appartamenti pubblici.
Ferrari ha accolto soltanto quest’ultimo elemento che è stato, quindi, inserito nel testo originario. L’apertura a metà, al momento del voto, si è tradotta nell’astensione del gruppo di Lessi mentre il mantenimento dell’altra clausola è stato letto in chiave discriminatoria. Per questo, niente sostegno finale. No secco dagli altri rappresentanti politici presenti in quel momento. L’unico sì è arrivato dalla stessa Forza Italia.
Pd, Rifondazione comunista e Spirito libero, oltre a rifiutare la logica della differenziazione, hanno insistito sullo stato di necessità, individuato come l’unico criterio su cui basare la politica residenziale pubblica equa. Contemporaneamente, sono stati evidenziati gli scarsi risultati pratici che avrebbero avuto le proposte di Ferrari. Il quale, in separata sede, ha preso carte e penna per replicare a Marco Macchioni, ex vicepresidente Casalp, intervenuto sul Tirreno criticando la mozione.
«A Macchioni, che vede nella mia proposta solo una mossa volta alla ricerca di consensi e populismo, rispondo dicendo che alla base c'è piuttosto l'avvertita esigenza di aiutare tutte quelle famiglie di italiani e piombinesi che, stante la crisi, stanno vivendo momenti drammatici», scrive Ferrari.
«Mi viene il dubbio - aggiunge - che qualcuno non voglia vedere che oggi a Piombino in tantissimi italiani, pur avendone necessità, non ricevono aiuto alcuno, rimanendo fuori dalle graduatorie relative alla assegnazione delle case popolari, surclassati da tanti stranieri che vengono in Italia a cercar fortuna».
Ferrari sostiene anche che solo una visione miope del problema potrebbe ricondurre ad un atteggiamento discriminatorio. «Semmai è il contrario: i fenomeni di razzismo si manifestano quando i cittadini si sentono scavalcati nei propri diritti».
Al momento, quindi, per i cittadini immigrati i requisiti per fare la richiesta rimangono questi: il possesso del permesso di soggiorno per almeno due anni e la residenza a Piombino senza limiti temporali.
La legge regionale di riferimento (la 96 del 1996)è in fase di modifica. In marzo si conosceranno le novità.
Valeria Parrini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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