Il Tirreno

La Cevital si prende dieci giorni per decidere sull'altoforno

Valeria Parrini
L'altoforno ex Lucchini (foto Paolo Barlettani)
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L'altoforno ex Lucchini (foto Paolo Barlettani)

Incontro di Tidjani con Nardi e i sindacati. Sull'Afo si aspetta lo studio di fattibilità

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PIOMBINO. Una decina di giorni per decidere se puntare o no sulla ripartenza dell’Afo. Entro la settimana prossima Cevital dirà se lo studio che ha commissionato ne indica la fattibilità.

Lo ha reso noto Farid Tidjani nella riunione di mercoledì 25, in cui è emerso anche che l’acquisto dello stabilimento avverrà entro il 3 maggio. Insieme al braccio destro di Issad Rebrab, presidente del gruppo algerino, si sono incontrati il commissario straordinario Piero Nardi, un rappresentante di Confindustria e le segreterie di Fim, Fiom e Uilm con i rispettivi coordinatori dello stabilimento.

Al termine è stata diffusa una nota stringata in cui si afferma che l'incontro è stato programmato per iniziare la discussione di carattere politico sugli organici e sulla ricostruzione degli accordi aziendali decaduti. E, soprattutto, si sottolinea la conferma da parte di Cevital del progetto industriale iniziale con il ritorno alla produzione di acciaio attraverso i due forni elettrici, la costruzione di un polo agroalimentare e di un polo logistico.

Per il piano industriale, etichettato come «definitivo», - in realtà un piano industriale vero e proprio non c’è ancora stato - si aspettano gli esiti dello studio sull’Afo. Al momento, insomma, sulla carta i forni elettrici restano due. Resta da capire - e risposte al momento non ce ne sono - se l’eventuale funzionamento dell’Afo non li dimezzi. Funzionamento, comunque, ritenuto compatibile con la diversificazione in chiave agroalimentare e logistica.

Su richiesta dei sindacati è stato concordato che la discussione sui temi dell'organizzazione del lavoro, sugli organici e sul passaggio dei dipendenti verrà affrontata solo dopo la presentazione del piano. Per completare il quadro si aspettano risposte dal governo in fatto di energia e di ammortizzatori sociali. Come previsto dall’ accordo di programma. Anche in questa occasione Fim, Fiom e Uilm hanno sollecitato una rapida acquisizione dello stabilimento da parte del gruppo algerino. Tidjani e Nardi hanno chiarito che l'acquisto, e quindi il passaggio dei lavoratori, avverrà entro domenica 3 Maggio. Il giorno prima scadono i contratti di solidarietà.

La questione Lucchini in chiave Afo è stata oggetto di una comunicazione urgente di Fabrizio Callaioli (Rifondazione) in apertura di seduta nel consiglio comunale di ieri. «Giuliani ha affermato - scrive Callaioli - di non avere notizie da Cevital se non attraverso la stampa. Ha confermato ciò che già si sapeva (agroindustriale e logistica), ma di non sapere niente dell'altoforno. Non è possibile che il sindaco, se non viene chiamato da Cevital, non ritenga dover interpellare lui l'azienda. La non-risposta ha un significato politico: l'assoluta impotenza e sudditanza nei confronti di Rebrab».

Nel pomeriggio è arrivata anche la nota con cui Giuliani parla di assenza di novità e ribadito quelli che resteranno i tre punti fermi richiesti dall'amministrazione: «La necessità di produrre acciaio di qualità attraverso un processo produttivo moderno e rispettoso dell'ambiente; la liberazione delle aree e la ricollocazione degli impianti in aree periferiche e più lontane dal centro. In ultimo, la promozione di uno sviluppo diversificato. Idee e progetti - conclude il sindaco - che dovranno essere confermati nel piano finale».

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