Sicurezza
Il Pd ha deciso, in lista sia Anselmi che Tortolini
Dopo la consultazione di dirigenti e base, la federazione si rimette alla gente: saranno le preferenze nell’urna a scegliere chi andrà in consiglio a Firenze
PIOMBINO. Alla fine li candideranno entrambi. La Val di Cornia andrà alle elezioni regionali con, in lista, sia Matteo Tortolini che Gianni Anselmi. Oggi è in programma la direzione e niente trapela dalle stanze di via Marco Polo, ma l’orientamento è chiaro: nessuno dei due ha scelto di fare un passo indietro, per cui se la vedranno con gli elettori, con le preferenze. Insomma, a scegliere sarà la gente. E in federazione sono anche convinti che il duello, che sarà combattuto paese per paese, quasi porta a porta, non farà altro che far crescere il Pd nel suo complesso. Certo c’è il rischio che, per il diverso peso numerico dei territori, Piombino non riesca a conquistare neppure un rappresentante in consiglio regionale, ma le tante divisioni sul fronte livornese potrebbero anche riservare delle sorprese.
A maggio si voterà con un sistema nuovo per le regionali: si potrà fare la “X” solo sul partito, dare una sola preferenza, oppure darne due, in quest’ultimo caso una per un uomo e una per una donna, pena la nullità. È uno scenario che ha spinto il segretario regionale Dario Parrini a escludere le primarie, visto che la gente di fatto sceglierà nell’urna, spostando il delicato onere della selezione dei nomi sulle federazioni locali.
A Piombino il segretario Valerio Fabiani, chiamato a dirimere una situazione complicata, ha così deciso di percorrere la strada della consultazione sia degli organi dirigenti del partito, sia della base, arrivando fino ai singoli circoli di quartiere. Sperava di avere un’indicazione netta, ma così non è stato. È emerso invece che, se Matteo Tortolini, giovane e al primo mandato, è ritenuto comunque candidabile, dall’altra quasi ovunque è stato sottolineato che anche Gianni Anselmi c’è e non può essere ignorato. Poteva andargli meglio al Fabiani: sperava che la base gli togliesse le castagne del fuoco, invece ha solo alzato la fiamma sotto la padella.
C’è da dire che era stata valutata anche l’ipotesi di una terza candidatura, un nome al quale nessuno avrebbe potuto dire di no, ma avrebbe avuto senso solo se i due duellanti si fossero dimostrati disponibili al passo indietro. Così non è stato, per cui la possibilità è stata scartata.
A questo punto ci sono però da sciogliere alcuni nodi, perché i candidati da scegliere sono due e non tre, gli altri cinque della lista provinciale di otto toccano a Livorno, perché c’è da accontentare l’Elba, perché c’è da trovare una donna e, infine, perché ci sarebbe da rispettare l’equilibrio fra le componenti del partito, con i renziani che ancora non hanno dato il proprio nome.
La quadratura del cerchio potrebbe essere trovare una donna elbana, ma al momento l’unico nome in lizza è quello della piombinese Carla Maestrini, renziana. Già dopo la direzione di oggi qualche nodo potrebbe essere sciolto.
@guifiorini
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