Il Tirreno

«Ricordiamo logistica e agroindustriale»

Al di là dell’argomento altoforno Spirito Libero vuole sottolineare la totalità delle proposte Cevital

2 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Argomento altoforno, interviene Spirito Libero: «Non ci permettiamo di bollare come stupide o intelligenti le varie opinioni che si sentono in questi giorni e crediamo nella buona fede di chi le esprime per il ruolo e le responsabilità che gli competono».

Ma ci sono più considerazioni da fare. «Il tempo – ricorda Spirito Libero – è un fattore essenziale che ha inciso nell'ultimo anno, profondamente sul deterioramento degli impianti, allora perché l'ipotesi di riaccensione dell'altoforno viene vagliata ora?»

«Le leggi europee sulla tutela ambientale – si sottolinea– fanno si che una ripartenza deve vedere adeguamenti ex-novo da mettere in atto in sei-otto mesi: dubitiamo fortemente che questo sia realizzabile. Al netto dei ripristini per la riaccensione, quanto investimento “collaterale” occorre? Si potrà dire che questo è un problema dell'industriale che tira fuori i soldi; invece no, è un problema di tutti, perché se si ritorna ad un tipo di processo produttivo di quel genere, la messa a norma ambientale è direttamente proporzionale a cosa respirano i piombinesi e non semplicemente a non prendere multe dalla Commissione Europea».

«Alle proposte Cevital – si riocorda – ne sono conseguite aspettative, sia sull'assegnazione di aree che si liberano, sia su prospettive più positive per turismo e traffici commerciali; dire che Cevital non verrà meno a quanto promesso sulla Logistica e sull'Agroindustriale ha senso non solo se vengono attuati questi investimenti, ma se anche gli altri attori che si sono affacciati su Piombino rimangono nelle condizioni di investire quanto si erano promessi. Su questo punto – si presegue – il governo del territorio diviene elemento imprescindibile. Non si fa occupazione solo producendo acciaio. Con tutto il rispetto per chi ci ha messo la faccia e la tastiera, cosa dice il governo nazionale? Di fronte a valutazioni che possono determinare nel bene o nel male il futuro di un'intera area della regione e il destino di centinaia di famiglie, queste non possono essere lasciate ad una discussione locale o personalistica e quando diciamo Governo, diciamo Presidenza del consiglio e ministeri competenti. Non crediamo che il “modello piombino” equivalga alla contrattazione “in loco” sul secondo polo siderurgico nazionale. I cambiamenti, o si governano o si subiscono» chiude Spirito Libero.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa