Il dolore
Paesaggio e mattone, i dubbi avanzano
L’assessore all’urbanistica di Portoferraio commenta la bagarre interna al Pd: «Modifiche adeguate e nessun problema»
PORTOFERRAIO. «Allora i nostri dubbi non erano così campati in aria».
Roberto Marini, assessore all'urbanistica del Comune di Portoferraio, non si trattiene dal commentare la bagarre, tutta interna alla giunta regionale e al Pd, sul piano del paesaggio in corso di approvazione.
Il Comune di Portoferraio è stato l'unico in Toscana a presentare un ricorso amministrativo contro il Pit solo adottato, considerando esagerati i vincoli previsti dal piano e vedendo dietro il lavoro svolto dall'assessore regionale Anna Marson un rischio di immobilismo e freno dello sviluppo sia economico sia urbanistico dell'isola.
In attesa del pronunciamento dei giudici amministrativi sul ricorso portoferraiese, il Pd regionale ha presentato un emendamento destinato a stravolgere la struttura del piano paesaggistico.
Tanto da scatenare la protesta di Anna Marson, pronta alle dimissioni, ormai ai ferri corti con il presidente Rossi.
E se le associazioni ambientaliste parlano di un “preoccupante passo indietro” compiuto dalla giunta “per scopi elettorali” all’Elba c'è chi, al contrario, si dice soddisfatto.
«Aspettiamo di vedere il piano modificato per esprimerci compiutamente – commenta l'assessore all'urbanistica del Comune di Portoferraio – ma pare che quelle che in origine erano prescrizioni e divieti adesso diventino indicazioni e suggerimenti. Con il nostro ricorso abbiamo voluto mettere in discussione questo tipo di divieti assoluti, ora vedo con piacere che le nostre stesse preoccupazioni sono condivise dal Pd e dallo stesso governatore Rossi».
In realtà a far esplodere la tensione tra il presidente regionale Enrico Rossi e l’assessore Anna Marson non è tanto la contrapposizione elbana, quanto lo scontro sulle cave apuane.
Ma, in generale, un indebolimento del piano del paesaggio viene interpretato positivamente dall'amministrazione di Portoferraio che intende mettere una sorta di cappello sul dietrofront della Regione Toscana.
«Siamo stati i primi ad assumere una posizione netta contro il Pit con un ricorso che è stato interpretato come un atto di protesta fine a se stesso, in realtà era una posizione di contributo – racconta in proposito Marini – è probabile che, invece, l'azione legale abbia fatto parecchio rumore, contribuendo a innescare una riflessione non solo limitata all'Elba, ma estesa a tutta la Toscana».
A far discutere, fin da subito, è il fatto che l'unico ricorso sia arrivato da un Comune elbano.
Su un’isola che, per altro, quanto a sfruttamento del territorio poco equilibrato (basta un’occhiata alla cronaca anche dell’ultimo periodo) ha qualcosa da farsi perdonare, come dimostrano - ad esempio - appunto i recenti casi di abusi edilizi scoperti dalla Forestale a Capoliveri.
Il rischio temuto dagli ambientalisti è che, con l'indebolimento della struttura del piano paesaggistico e con le prescrizioni trasformate in mere indicazioni, si possa creare una situazione di incertezza urbanistica.
Preoccupazione che non sembra interessare Marini.
«Se le modifiche al piano saranno inserite nel modo adeguato non ci saranno problemi», chiude l’assessore Marini.
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