Sicurezza
costa est
La sabbia tornerà a primavera, Parchi ne è sicura
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Sassi sulla spiaggia in Costa Est (foto PaBar)Erosione sull'arenile e sassi, interviene il presidente Luca Sbrilli
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PIOMBINO. A primavera spariranno i sassi e tornerà la spiaggia in Costa Est. Ne è sicuro Luca Sbrilli, presidente di Parchi Val di Cornia spa, che risponde all'intervento di qualche giorno fa di un nostro lettore.
"Rispondo ben volentieri - scrive - alle domande del lettore del Tirreno, Guido Bilucaglia, scusandomi in anticipo per la sintesi doverosa di temi complessi come quelli relativi alla dinamica costiera. Il ciclo naturale citato nell’articolo si riferisce alla diversa morfologia della spiaggia che si alterna nettamente con il cambio delle stagioni, fenomeno questo che caratterizza tutti gli arenili ed è funzione del diverso carico energetico del mare".
"Nel ciclo invernale la spiaggia risulta meno acclive e con materiale più grossolano, nel periodo estivo, cambiando le condizioni meteoclimatiche il materiale più fine riprende la sua posizione in battigia. Questa la teoria. A differenza di quanto esposto da Bilucaglia, nella fattispecie per quanto attiene il tratto piombinese del golfo di Follonica, plaghe di depositi ghiaiosi sono sempre stati presenti anche negli ultimi decenni, logicamente non individuabili sempre nei soliti tratti di costa".
"Il lettore però riferisce di un incremento del fenomeno del deposito ghiaioso negli ultimi anni. La cosa è possibile, seppure ad oggi non supportata da dati scientifici, e le motivazioni possono essere molteplici e tra queste le principali possono sintetizzarsi in due ambiti specifici: da un lato un processo erosivo, lento ma costante che interessa l’intera unità fisiografica del golfo e dall’altro, il cambiamento di quelli che sono i venti prevalenti e predominanti che insistono sulla costa Toscana".
"Per quanto attiene il processo erosivo, si sommano vari fenomeni, naturali e antropici, diretti ed indiretti. L’azione contestuale di tali fenomeni, in una spiaggia definita fossile, senza cioè apporti di sabbia dal bacino idrografico di riferimento, determina che laddove si forma un accumulo di sabbia in un altro si crea un deficit sedimentario il quale, in alcuni tratti di costa, mette a giorno gli orizzonti più profondi con maggior componente grossolana".
"Per quanto attiene le diverse modalità di azione dei venti, una ipotesi è che queste possono aver rimesso in circolo depositi ghiaiosi fino ad oggi adagiati sul fondale marino in prossimità della costa. In ultimo, per rispondere alla seconda domanda avanzata da Bilucaglia, credo realisticamente, che l’unico intervento plausibile per un riposizionamento di sabbia sui depositi ghiaiosi, lo si deve alla natura ed in particolare all’azione del mare nella tarda primavera".
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