Il dolore
Assemblea popolare: «Modello Piombino? Che coraggio»
SUVERETO. «Ci vuole un bel coraggio a proporre un "modello Piombino", quando la nostra zona è una delle più critiche della regione per disoccupazione, declino industriale, opportunità per i giovani,...
SUVERETO. «Ci vuole un bel coraggio a proporre un "modello Piombino", quando la nostra zona è una delle più critiche della regione per disoccupazione, declino industriale, opportunità per i giovani, infrastrutture e problematiche ambientali».
Così Assemblea popolare replica a Valerio Fabiani, segretario di federazione del Pd, che aveva usato questo termine a conclusione dei tavoli tematici a Suvereto «nel luogo - sottolinea Ap - della sua prima debacle politica in Val di Cornia».
«Parlano di successi e di sviluppo territoriale - prosegue Ap - ma quanto sono credibili essendo loro i primi responsabili dei problemi della Val di Cornia? Discutono di acciaierie senza che Cevital abbia presentato un vero piano industriale per Piombino e anzi qualche sindacalista della stessa area prefigura il ritorno all’altoforno senza preoccuparsi dell’ambiente e della salute dei cittadini; non indicano a cosa realmente possa servire la produzione di acciaio a Piombino (per tornare a fare le rotaie occorrerebbe anche un nuovo impianto di laminatoi visto che quelli esistenti sono obsoleti) visto che la produzione europea è già oltre le necessità. Parlano di sovracomunalità e non riescono neppure a risolvere i problemi di Asiu, né a portare avanti l’Unione dei comuni, come avevano stabilito i consigli comunali».
«Con tutto il rispetto per chi si impegna - conclude Ap - le novità non possono venire da chi porta la responsabilità politica dei problemi del territorio, da chi ha l’abitudine o il vizio del potere o da chi sta perdendo rapidamente iscritti e rappresentatività senza fare un minimo di autocritica, pensando sempre di essere sempre dalla parte del giusto. I contributi veri, di riflessione e di proposta, possono venire solo dalla partecipazione dei cittadini, dalle associazioni, da istituzioni aperte al cambiamento e da nuovi soggetti organizzati che cercano di farsi realmente carico dei problemi e delle aspettative dei lavoratori e dei giovani».
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