La protesta
Alloggi popolari Ferrari: gli italiani prima degli stranieri
La mozione verrà presentata domani in consiglio comunale «Nessun atteggiamento discriminatorio ma il contrario»
PIOMBINO. Due punti in più in graduatoria agli italiani, due punti in più per chi risiede in Italia da oltre dieci anni. E almeno cinque anni di residenza come condizione per richiedere un alloggio di edilizia residenziale pubblica.
Sono queste le modifiche richieste da Francesco Ferrari ai criteri per ottenere un appartamento Casalp. Il capogruppo di Forza Italia presenterà la mozione nella seduta del consiglio comunale fissata per domani.
Sa che è un terreno scivoloso. E prova a giocare d’anticipo: «Solo una visione miope del problema - afferma - potrebbe ricondurre ad un atteggiamento discriminatorio. Semmai è il contrario: i fenomeni di razzismo si manifestano quando i cittadini si sentono scavalcati nei propri diritti».
In premessa, le difficoltà del Paese e della città, la convinzione che «le normative agevolino indirettamente soprattutto le famiglie dei “non italiani”, riconoscendo punteggi in presenza di circostanze che, per loro natura, contraddistinguono prevalentemente i cittadini stranieri».
Tradotto, significa famiglie numerose e redditi bassi.
Nel giudizio dell’esponente forzista l’operazione sarebbe tecnicamente possibile. Altri Comuni avrebbero deliberato in tal senso e i dubbi di ammissibilità sarebbero stati dissipati da recenti decisioni Ue.
In attesa della discussione di domani, dal Comune si limitano a fornire questi elementi: «La legge regionale di riferimento è la 96/1996. I requisiti sono il possesso del permesso di soggiorno per almeno due anni e la residenza a Piombino senza limiti temporali».
Qualcosa, comunque, potrebbe cambiare fin da marzo. Prima del voto. A Firenze stanno studiando modifiche che restringeranno il cerchio delle possibilità.
E proprio sul livello regionale si sofferma Marco Macchioni, ex vicepresidente Casalp. Che solleva profili di illegittimità per un’eventuale delibera in cui venissero accolte modifiche del regolamento Erp.
Nelle proposte di Ferrari, Macchioni vede un fondo di populismo e la ricerca di consensi. «Dal suo punto di vista - prosegue - lo capisco anche. Ma è chiaro che per l’assegnazione si parla di limiti di reddito sotto i 14 mila euro annui e che di casi socialmente rilevanti si tratta, a prescindere dalla nazionalità? Comunque la proposta non avrebbe ricadute reali».
Per Macchioni un giro di vite sulle persone immigrate, forse, farebbe recuperare qualche alloggio. Crede, però, che una politica sociale davvero equa abbia altri presupposti e maggiore successo: controlli incrociati sui redditi degli occupanti e verifiche sul mantenimento dei requisiti. Stop all’inamovibilità degli occupanti e contratti a canoni concordati.
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