Sicurezza
Obbligo gestioni associate Il governo dà la proroga
I piccoli Comuni elbani avranno tempo fino al 31 dicembre per accorpare le funzioni amministrative fondamentali. Ciumei: «Ha prevalso il buon senso»
PORTOFERRAIO. Rinviato al primo settembre l'obbligo delle centrali uniche di committenza e al 31 dicembre 2015 l'obbligo per i comuni di gestire le funzioni fondamentali in forma associata.
Il Governo prende atto delle difficoltà oggettive rappresentate dai piccoli comuni e dei «pasticci – si legge nella nota inviata dal sindaco del Comune di Marciana Marina, Andrea Ciumei – che alcuni di essi stavano deliberando. Si allontana, per l’ennesima volta, lo spettro della confusione amministrativa derivante da una vera e propria forzatura nei confronti delle amministrazioni dei piccoli comuni, in violazione del Tuel e dell'autonomia dei Consigli comunali».
L’obbligo delle gestioni associate riguarda le amministrazioni comunali con meno di 3mila abitanti che, già dallo scorso 31 dicembre, avrebbero dovuto gestire in forma associata con altri enti tutte le funzioni amministrative fondamentali, in modo da ottenere un bacino di almeno 5.000 cittadini. Un obbligo dettato dalle esigenze di semplificazione e ottimizzazione della spesa pubblica, secondo quanto auspicato dal legislatore. Rio nell'Elba è il piccolo comune elbano che ha saputo organizzarsi in tempo, stringendo un accordo con Capoliveri. Marciana ha creato alcune gestioni associate (ottemperando parzialmente all'obbligo di legge) con Porto Azzurro, lo stesso ha fatto Rio Marina. Marciana Marina ha invece tenuto una posizione diversa, contestando apertamente l'obbligo delle gestioni associate e le sue ragioni legate al risparmio e all'ottimizzazione dei servizi. Una situazione che, in una struttura istituzionale come quella elbana, rischia di generare un caos mica da ridere. Ora il governo ha scelto di concedere una nuova proroga.
«Speriamo che questi mesi che ci dividono dalla nuova scadenza venga utilizzato dal governo per correggere la legge e rendere migliore un provvedimento che non solo rende sconveniente per i comuni le gestioni associate, ma che obbliga gli stessi comuni ad assumere scelte sconclusionate e foriere di disservizi per la comunità - ha detto Andrea Ciumei - Se finalmente il governo volesse considerare i territori insulari come meritevoli di particolare attenzione e naturalmente obbligati dai confini geografici, a mio modo di vedere dovrebbe da subito escluderli da qualsiasi gestione associata - poiché affatto conveniente, come già detto - e riavviare l'iter legislativo per approvare la legge sulle isole minori che da troppo tempo si attende. Otterrebbe così un triplice risultato: recepire le direttive della Comunità Europea sottoscritte nel trattato di Lisbona e a rischio infrazione, dare attuazione a quanto previsto per le aree interne così come riconosciute dal Ministero per gli Affari regionali e, sembra paradossale, diminuire i costi della pubblica amministrazione».
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