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Asco verso la mobilità ma si punta sulla proroga

PIOMBINO. Assemblea sindacale con i lavoratori della Asco. Perchè l’impresa impegnata fino alla fermata dell’Afo nella lavorazione delle paiole ha annunciato la volontà di avviare le procedure per...

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PIOMBINO. Assemblea sindacale con i lavoratori della Asco. Perchè l’impresa impegnata fino alla fermata dell’Afo nella lavorazione delle paiole ha annunciato la volontà di avviare le procedure per arrivare alla mobilità al termine della cassa integrazione. Termine fissato al 31 maggio prossimo.

Durante l’assemblea di venerdì, le segreterie di Fim, Fiom e Uilm hanno comunicato ai lavoratori di aver chiesto ad Asco uno slittamento di 15 giorni nell’attivazione delle pratiche. Perchè le cose potrebbero cambiare se risultasse percorribile la rinascita dell’altoforno e, quindi, fosse contemplata nel piano industriale che Cevital si è impegnata a presentare.

Asco ha mostrato disponibilità verso la richiesta della proroga. Perchè la riaccensione dell’Afo la rimetterebbe in campo, in una fabbrica in cui ha investito molto.

Soprattutto per «ambientalizzare» le operazioni di svuotamento delle paiole con un impianto moderno e più lontano dalla città.

L’idea è quella di coprire con l’allungamento della cassa integrazione il periodo che separa dall’ipotetica ripartenza dell’Afo.

Anche per questi 35 lavoratori, fermi dall’aprile scorso, è ancora il tempo dell’attesa e della grande incertezza.

Uno stop definitivo dell’impianto porterebbe di nuovo l’impresa ternana sulla strada della mobilità con decorso dal primo giugno prossimo.

Nel frattempo alcuni dipendenti hanno già lasciato Piombino diretti verso altri cantieri dello stesso gruppo.(v.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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