Il Tirreno

«Un centro culturale per la città»

di Cecilia Cecchi

Villa Vittoria: Benvenuti, presidente della Fondazione Kepha, studia nuove modalità di gestione

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PIOMBINO. Posizione scenografica. Storia di quelle da c’era una volta.

Elisa Bonaparte Baciocchi, sorella di Napoleone, nonchè principessa di Lucca e Piombino, la fece restaurare agli inizi dell’Ottocento. Nel 1502 ci viveva Leonardo da Vinci chiamato come ingegnere militare, per progettare e costruire le mura che tuttora circondano il giardino e la terrazza. Mura che della villa fanno parte e dalla proprietà restaurate (date in comodato gratuito al confinante museo che altrimenti non avrebbe neppure aperto).

Così Villa Vittoria fa notizia anche solo perché di nuovo in vendita su un sito d’ immobili super lusso ma pure su tanti altri, valutata da 5 milioni in su.

A lungo vi hanno soggiornato amministratori delegati e direttori della Magona; penultimo proprietario Luigi Lucchini, che quando cedette la Magona ai francesi pensò bene di tenersela. Dal 2009 è della Fondazione Kepha: il presidente monsignor Patrizio Benvenuti fece di tutto perché accadesse.

Negli ultimi mesi qualcuno nel giardino si è sposato, ha festeggiato ricorrenze familiari, organizzato iniziative culturali. Turisti stranieri (o appassionati della storia e del bello) qui hanno dormito. Ma neppure il bad and breakfast di prestigio basta a garantirle un futuro possibile.

«Da tempo – spiega monsignor Benvenuti – insieme a un gruppo di amici piombinesi stiamo cercando di trovare soluzioni diverse alla vendita. Tutto perché Villa Vittoria possa restare a far parte della memoria storica della città».

Tanti gli incontri per vagliare le diverse possibilità. «Molti sono stati i sogni, che non costano... – ricorda Benvenuti – Anni fa stavamo lavorando su uno studio per il recupero di Cittadella come nucleo originale della città, addirittura anche ricostruendo la villa della Baciocca com’era». Dunque ci vorrebbe un progetto di natura pubblica per poter inserire la Villa di Cittadella, tra i più prestigiosi di Piombino, all’interno di un circuito culturale.

Qui non si parla di acquisto ma di uso. Perché l’Accademia lirica di Katia Ricciarelli non ha avuto seguito? «Impossibile – risponde Benvenuti – rendere la Villa adatta alle attività formative, bisognava intervenire pesantemente sugli spazi, costi fuori questione».

Possibili percorsi col ministero dei beni culturali? «In programma una serie di incontri – assicura – però è importante far sapere che tutti possono aiutarci a mantenere questo bene alla città». Che la famiglia Benvenuti ami la Val di Cornia è un dato di fatto, «il mio trisavolo Antonio (1816-1893) è stato una padre fondatore di San Vincenzo» ricorda sorridendo il monsignore. Villa costruita a ridosso della chiesina realizzata dallo scultore Andrea Guardi per conto degli Appiani. Al piano terra un ampio salone, al piano superiore le camere. All’esterno l’area verde dove la principessa Elisa volle il “Giardino delle delizie” con impianti e frutti importati da Aiaccio. Poi la terrazza con vista mozzafiato su isole e Golfo di Salivoli. Da lì si può scendere al mare. Aprire Villa Vittoria alla città (e al mondo) sarebbe davvero un passo in più.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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