La manifestazione
Lei non era ritardata e lui non la violentò
Condannato a quattro anni in primo grado, assolto da ogni accusa dalla Corte d’appello
PIOMBINO. Condannato a quattro anni in primo grado per violenza sessuale, molestie, minacce; assolto da tutte le accuse in appello. Luca Sorbilli, quarantatreenne torinese residente a Cecina, attraverso i suoi avvocati Giovanni Marconi e Paola Ciulli è riuscito a convincere la seconda sezione della Corte d’appello di Firenze che lui non violentò affatto quella ragazza, all’epoca ventottenne, ospite di una casa famiglia a Piombino. Sorbilli è stato assolto sul fronte della violenza per mancanza di querela della parte offesa, non ritenendo i giudici sufficiente quella presentata mesi dopo dal curatore speciale. Ed è stato assolto, perché il fatto non sussiste, sul fronte delle minacce, delle molestie e della sostituzione di persona. Perché era lui che riceveva le telefonate e, pur avendo usato un nome falso, aveva fornito il numero di cellulare, le proprie foto, la propria email e pure la targa della propria auto, mostrandosi infine in carne e ossa nei tre episodi di questa vicenda avvenuta nel 2009.
Sorbilli nel febbraio di quell’anno conosce una ragazza in una chat di Tim. Lei è ospite di una casa famiglia, riconosciuta invalida al 75% per un handicap psichico. Immatura ma non ritardata, insomma non inferma di mente come accerterà una perizia psichiatrica. Con la ragazza si vedono in tre occasioni, a Piombino, in due delle quali fanno sesso. Poi la ragazza lo confida a un’amica, si sfoga, dice che pensava fosse amore. L’amica si mette in contatto con lui, lo cerca, gli manda alcuni sms. Lui a quanto pare prima ci prova anche con lei, poi chiede di smettere di essere «tempestato di messaggi».
La storia viene fuori e il responsabile della casa famiglia accompagna la ragazza in commissariato, a Piombino, dove si reca anche l’amica. La ragazza però non firma una denuncia. Mesi dopo vi provvede una curatrice speciale nominata dal viceprocuratore Luca Masini che coordina le indagini della polizia. Agli agenti, e poi al pm, Sorbilli ripete di non essersi mai accorto dello stato mentale della ragazza. Comunque paga: la risarcisce con 16mila euro, ne versa altri 200 all’amica che ne frattempo lo aveva denunciato per molestie e minacce e che poi ritira la querela. Questo non gli evita il processo: nell’ottobre 2012, davanti al gup Beatrice Dani, Sorbilli viene condannato con rito abbreviato a quattro anni per sostituzione di persona e violenza sessuale continuata, molestie e minacce. Ora quella condanna è azzerata.(a.d.g.)
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