Accertato l’infarto, avanti con gli esami
Eseguita l’autopsia, ora c’è da capire se Francesca poteva essere salvata. Stamani atteso il nullaosta per i funerali
PIOMBINO. Era stato detto ed era stato scritto, ora non è più solo un’ipotesi. L’autopsia condotta ieri pomeriggio all’obitorio di Piombino dal medico legale David Forni ha stabilito che Francesca Camiciottoli, 40 anni ancora da compiere, è morta per un infarto.
Ora c’è da stabilire se si sia trattato di una fatalità o se invece ci sia stata la corresponsabilità dei medici che hanno visitato la donna nei giorni precedenti. Questo dovrà stabilirlo l’anatomopatologo con gli esami di laboratorio.
L’autopsia è durata due ore ed è stata condotta alla presenza dell’ispettore capo della polizia scientifica Valerio Franceschini, del consulente medico di parte Paolo Bellettini (incaricato dall’avvocato Alessandro Napoleoni, il legale al quale si sono rivolti il padre e il fratello della donna) e del consulente dell’Asl, l’ex sindaco livornese Alessandro Cosimi, quest’ultimo nell’ambito dell’inchiesta parallela che sta conducendo l’azienda sanitaria.
Quella della Procura procede ancora contro ignoti, non essendo stato iscritto alcun nome nel fascicolo per omicidio colposo aperto dal sostituto Daniele Rosa.
La salma è ancora a disposizione della magistratura ma stamani potrebbe arrivare il nullaosta. La famiglia ci spera, in modo da poter dare l’ultimo saluto a Francesca. Se dovesse arrivare in tempo l’ok del pm, i funerali si terranno alle 11 alla chiesa dell’Immacolata.
Intanto alcuni amici stanno organizzando una colletta in ricordo di Francesca. Sono quelli degli studi professionali (geometri e architetti) dove la ragazza aveva lavorato per alcuni anni e dove lavora tuttora una cugina, Pina Buompane. Gli studi sono in via Lombroso 64/a e chiunque vorrà dare un contributo vi si potrà recare dal lunedì al venerdì, con orario dalle 8,30 alle 12,30.
Quella di Francesca è una morte che ha gettato nello sconforto una famiglia, una figlia di tredici anni, un mare di amici. E che ha aperto una ferita in città anche tra chi non la conosceva. Perché la domanda alla quale nessuno riesce a dare una risposta è perché: se è vero (come ha confermato il medico di famiglia) che la donna non aveva mai sofferto di cuore, tranne gli ultimi giorni, per quale motivo non è stata ricoverata in presenza di certi sintomi?
Ricordiamo che Francesca era andata al pronto soccorso di Villamarina giovedì 12. Era stata sottoposta ad elettrocardiogramma, le era stato fatto un prelievo di sangue. E poi era stata dimessa.
Ma lei continuava a sentirsi male, c’era quel dolore al braccio sinistro e al palato che non volevano passare del tutto.
E così lunedì 16, per accorciare i tempi evitando le lunghe liste di attesa del servizio sanitario pubblico, aveva preso appuntamento con un cardiologo di Grosseto.
Anche secondo il cardiologo quegli episodi di dolore sarebbero stati compatibili con l’angina pectoris. Eppure neanche lui aveva ritenuto di dover richiedere un ricovero, pur prescrivendo un nuovo elettrocardiogramma sotto sforzo e una valutazione immediata in caso di recidiva.
Francesca quella sera era rientrata nella sua casa di via Trento e Trieste. Ma l’indomani (martedì 17), dopo aver mandato la figlia a scuola e rimasta in casa con il compagno Lorenzo Orsi, ha avuto una crisi più forte del solito. E per lei non c’è stato niente da fare.
E’ morta in uno dei momenti più sereni, se non felici. Finalmente salita nella graduatoria degli alloggi popolari, le era stato assegnato un nuovo appartamento, più grande di quello in cui era in affitto. Lo stava mettendo a posto da alcuni giorni, entusiasta per l’imminente trasloco.
Non aveva fatto i conti con un destino infame.
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